Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne


Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Ho rispolverato un mio racconto, scritto un paio d’anni fa, che si adatta perfettamente a questa giornata. Ve lo propongo qui di seguito.

“Mi concessi un po’ di tempo per bere un sorso di cappuccino. La tazza scaldava le mani e il sole invernale si posava sul mio viso, con quel tepore che si ripete, nello stesso modo piacevole, solo nelle prime giornate di primavera.

A occhi chiusi mi godevo il cammino del liquido caldo che attraversava la gola e scendeva giù.

Un leggero urto alla mia sedia mi riportò alla coscienza dell’ambiente intorno.

“Mi scusi.”, mormorò la voce gentile della ragazza che aveva spostato la sua sedia, facendola sbattere contro lo schienale della mia.

Riportai lo sguardo sul cursore pulsante, sul monitor del computer portatile che ho di fronte. Mi fermavo spesso in quel bar. Era un posto luminoso, accogliente, dove la gente poteva fermarsi a un tavolo per lavorare.

La ragazza si sedette. Era in compagnia di un’amica.

“Racconta!”, la invitò la ragazza alle mie spalle.

“Cosa ti devo dire, Gaia? Sono sconvolta. Pensavo di aver ritrovato un mio equilibrio, invece i ricordi sono tornati a scuotermi la testa e lo stomaco e, in più, adesso mi sento responsabile per quello che potrà succedere ad altre ragazze.”

Cominciai a battere sui tasti del computer. Le parole delle ragazze potevano diventare il mio percorso di appunti per un’idea, per un soggetto da scrivere.

“Cosa è successo esattamente? Al telefono mi hai detto solo qualche frase smozzicata.”

“Il mio allenatore di allora … è tornato di nuovo in attività.”

“Ma non lo avevano allontanato?”

“Si, dopo lo scandalo che riguardava anche me. Ci avevano trovato nello spogliatoio e lui cercava di togliermi i vestiti di dosso. Io urlai e un’altra allenatrice entrò nella stanza e riuscì a fermarlo. Poi mia madre fece un gran casino e la federazione cercò in tutti i modi di soffocare lo scandalo, mandando via quell’uomo. Io avevo solo quattordici anni, sapevo solo che lui voleva fare qualche cosa che non volevo fare io. Avvertivo anche che quello che voleva fare era una di quelle cose che mia madre mi aveva sempre  dipinto come “sporche”, ma ero ancora una bambina. Mi ricordo gli sguardi delle compagne di squadre, così compassionevoli da farmi sentire colpevole. Ricordo anche certi discorsi sussurrati da altre compagne, di poco più grandi di me, che parlavano di rapporti sessuali avuti nello spogliatoio con non so chi. Con il tempo i significati sono diventati più chiari, ma in quel momento non ero abbastanza “adulta” per capire.”

“Ma non potevi andare a giocare per altre società?”, chiese Gaia.

“Se si fosse trattato di società si, ma qui si parlava di Nazionale e le ragazze fanno qualsiasi cosa per arrivare a giocare nella squadra più importante di tutte.”

Ci fu un lungo momento di silenzio, a sottolineare che le ultime parole erano la spiegazione della realtà.

“Come mai è tornato?”, chiese Gaia.

“E’ cambiato il presidente della federazione, che già di per sé amava molto le ragazze giovani. Poi l’incarico di allenatore è stato  dato ad uno che amava le ragazze giovanissime. E’ stato lui che, a sua volta, ha di nuovo  preso, come aiutante, quello schifo d’uomo che aveva provato  a …”

La voce si interruppe, prima di un altro silenzio prolungato

“Cosa vuoi fare, adesso?”, domandò ancora Gaia, con un tono di voce preoccupato.

“Non lo so, Gaia. Ho qualche idea, ma uscire allo scoperto provocherebbe tanta sofferenza a mia madre: ci ha messo tanto tempo a ritrovare la serenità.  Sul  serio, non saprei come affrontare la situazione. Però adesso sono una donna, non più una ragazzina e devo fare qualcosa, non posso aspettare che si ripeta quello che è successo a me … o anche peggio.”

“Ma come puoi fare?”

“Ho pensato tanto in questi ultimi tempi e credo che sceglierò la soluzione dell’incontro con lui. Lo affronterò, non più con le paure di una bambina. Adesso sono grande, sono una donna, ho raggiunto il massimo sia a livello sportivo, negli anni in cui lui non c’era, sia a livello lavorativo. Non ho più paura di fronteggiare un uomo.”

“Sei sicura di volerlo fare?”

“Sì. Andrò da lui e gli dirò di andarsene. Devono andarsene, lui e l’allenatore amico suo,”

“E se rifiuterà?”

“Cercherò qualcuno che voglia raccontare la mia storia. Magari qualcuno che preservi in mio anonimato. Spero di trovare una persona che mi ascolti.”

Alzai le mani dalla tastiera del computer. Il cursore continuava a pulsare, ma questa volta aveva lasciato dietro di sé la traccia dei segni, un racconto da pubblicare.

Le ragazze si alzarono, senza più pronunciare una parola. 

Girai il capo quel tanto che mi servì a incontrare lo sguardo della ragazza che, fino a poco prima, era seduta alle mie spalle. Lei sorrise dolcemente e io ricambiai. 

“Posso fare poco per la tua amica, soprattutto non posso cancellare il passato.” pensai, “Ma quel poco lo faccio volentieri. Spero che possa servire.”

Fonte immagine: Il Faro Online

Arrivano nei cieli le Perseidi, le stelle cadenti dell’estate

Già visibili dal 14 luglio, lo sciame di meteoriti più bello e luminoso dell’anno raggiungerà il suo picco dopo la notte di San Lorenzo

 
Perseidi
Foto: Craig Letourneau | Pixabay

I cieli notturni primaverili ed estivi, finora, ci hanno regalato le stelle cadenti Eta Acquaridi, la cosiddetta luna di fragola e addirittura un’eclissi di superluna: lo spettacolo migliore, però sta per arrivare adesso. Puntuali come ogni anno stanno arrivando le Perseidi, considerate dalla Nasa il più abbondante e luminoso sciame meteorico dell’anno. Visibili a partire dal 14 luglio, raggiungeranno il loro picco nella prima metà di agosto, precisamente l’11, il 12 e il 13 agosto: sono le stelle cadenti della notte di San Lorenzo.

Cosa sono le Perseidi

Stelle cadenti, lacrime di San Lorenzo: le Perseidi possiedono appellativi molto suggestivi, ma che si discostano dalla realtà effettiva. Sono infatti uno sciame di meteoriti, detriti spaziali che derivano dalla disgregazione del nucleo della cometa 109P/Swift-Tuttle. La cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 da Lewis Swift e Horace Tuttle, come tutte le comete, è un corpo celeste costituito principalmente da rocce ricoperte da ghiaccio, che proviene da una remota regione del Sistema solare e che orbita intorno al Sole. Per effettuare un giro completo impiega 133 anni e l’ultima volta che è entrata nel Sistema solare interno è stato nel 1992.

Quando le comete come Swift-Tuttle si avvicinano al Sole, esse lasciano dietro sé una scia di detriti, i meteoriti. Ogni anno la Terra passa attraverso questi detriti e i frammenti più piccoli entrano a contatto con l’atmosfera del nostro pianeta, incendiandosi a causa dell’attrito e della velocità dell’impatto. Ecco che ai nostri occhi i meteoriti che si disgregano creano striature luminose nei cieli notturni, le stelle cadenti. Oltre a possedere un grande numero di meteoriti molto luminosi che viaggiano ad alta velocità, le Perseidi sono caratterizzate dalla presenza delle fireball (letteralmente palle di fuoco). Le fireball sono vere e proprie esplosioni di luce e colore più estese e che possono persistere nel cielo più a lungo di una scia media di meteoriti, in quanto derivano da detriti più grandi. Grazie a questa caratteristica, le fireball sono anche più luminose delle classiche scie di meteoriti, con valori di magnitudine apparente superiore -3 (per fare un esempio, la luminosità di Venere è -4).

Quando e come vederle

Le Perseidi sono una delle piogge di meteoriti più abbondanti che ci siano (si calcola che siano osservabili circa 50-100 meteoriti all’ora) e sono visibili d’estate, consentendo agli appassionati di osservarle confortevolmente all’aria aperta. Il punto nel cielo da cui sembrano provenire le Perseidi, e da cui prendono il nome, è la costellazione di Perseo, ma ciò non deve ingannare.

Come già spiegato, la costellazione non ha niente a che fare con i meteoriti, ma serve solamente a chi volesse osservare questo spettacolo per individuare agevolmente la parte di cielo dove osservare lo sciame meteorico. Le Perseidi si osservano meglio, nell’emisfero settentrionale, durante le ore che precedono l’alba, anche se a volte è possibile vedere le scie luminose anche a partire dalle 22. Quest’anno lo sciame sarà visibile già a partire dal 14 luglio, raggiungerà il picco di maggior visibilità le notti dell’11, 12 e 13 agosto e potrà essere osservato fino al 24 agosto. Abbiamo un mese per prepararci. Quindi, occhi (o telescopi) ben puntati in alto – preferibilmente in zone con poco inquinamento luminoso – verso Nord-Est, per trovare la costellazione di Perseo, compresa tra Andromeda e il pentagono dell’Auriga. Una volta individuato il punto giusto, basta solo godersi lo spettacolo. 


(Fonte articolo e immagine: WIRED)

Addobbi per Pasqua

Cominciamo a preparare qualche piccolo addobbo per la Pasqua.

Questo primo lavoro (ereditato dal sito CreativeMamy), secondo me potrebbe essere creato anche con del cartoncino al posto della stoffa. Poi elaborato come una giostrina, di quelle che si mettono sulle culle dei bambini, mi spiego?  Usando del filo da pesca potrebbe essere appesa al lampadario della stanza dove allestiremo il pranzo. Pensateci. Intanto pubblico il video.

 

 

 

Riflettendo…

CI SONO DEI GIORNI della nostra vita che non riusciamo a ricordare nella loro interezza. Giorni che paiono senza inizio e senza fine, sospesi nella realtà, solo perché, nella nostra mente, rimangono legati ad un flash, a certe immagini, singole e chiarissime, non legate a una temporalità. Non ricordiamo se quelle realtà, così corpose, siano accadute prima o dopo. Sono il nome proprio di quei giorni; sono la data, senza ore di riferimento. Ed è per quei pochi, arruffati ricordi che un giorno qualunque diventa un giorno indimenticato, con i margini che colano memorie tra il prima e il dopo.

BRUNCH DI NATALE – Budinetti al formaggio

Questi budini si assemblano in 10 minuti. Prevedono il dotarsi di ingredienti che troviamo facilmente in qualsiasi supermercato e, sicuramente, permetteranno di fare una bella figura una volta impiattati. Questi budini prevedono, se la preferite, anche una versione dolce. Basta sostituire la mostarda di Cremona con canditi o frutta secca e/o uvetta.

Una terza versione prevede la preparazione con i soli formaggi, nel qual caso possono essere serviti con  confettura o miele.

Immagine – “Donna Moderna”

Ingredienti per 4 persone:

100 gr crescenza

100 gr ricotta

100 gr robiola

15 gr gelatina in fogli

2 dl panna fresca

mostarda di Cremona

2 rametti rosmarino

200 gr pasta di pane

2 cucchiai olio

sale

 

 

Preparazione:

Mettete la gelatina in acqua fredda e fatela ammorbidire per 15 minuti: versate la panna in una casseruola, scaldatela fino a raggiungere il limite dell’ebollizione, toglietela da fuoco, unite la gelatina ben strizzata e mescolate fino a quando quest’ultima sarà completamente sciolta. Filtrate il composto attraverso un colino a maglie fitte, in modo da eliminare eventuali residui di gelatina non sciolta. Trasferite il composto in un mixer, aggiungete tutti i formaggi e frullate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Regolate di sale.

Rivestite il fondo di 8 stampini monoporzione (a bordi possibilmente lisci) con un dischetto di carta da forno, disponendoci sopra uno spicchio di fico, uno di mandarino e una fettina di melone, prelevati dalla mostarda di Cremona.  Tagliate a dadini il resto della mostarda di Cremona, mescolatela al composto di formaggio e suddividete il tutto negli stampini. Trasferiteli in frigo per almeno 6 ore, in modo che il composto rassodi.

Staccate gli aghi dai rametti di rosmarino, tritateli fini e impastateli con la pasta di pane. Stendete la pasta in una sfoglia sottilissima, e ricavatene tanti dischetti di circa 6 cm di diametro; allineateli in una teglia unta con 4 cucchiai di olio e cuocete queste focaccine in forno già caldo a 200° per 15 minuti circa.

Al momento di servire immergere gli stampini in acqua calda per pochi istanti e sformate i budini in piatti singoli.

 

 

BRUNCH DI NATALE – Tartellette speziate

Continuiamo a preparare il brunch di Natale.

Ingredienti:

250 gr di farina

150 gr di burro

noce moscata grattugiata

mezzo cucchiaino di pepe verde pestato

un cucchiaio di curry

un pizzico di zucchero

Preparazione:

Impastate la farina con il burro a dadini e appena morbido, la noce moscata grattugiata, il pepe verde pestato, il curry e lo zucchero.

Avvolgete la pasta nella pellicola per alimenti e lasciatela in frigo per un’ora.

Con il matterello infarinato stendete la pasta in una sfoglia di 2 mm. Imburrate e infarinate degli stampini per tartellette, foderateli con la pasta e cuoceteli nel formo già caldo a 180° per 10 minuti.

Sformate le tartellette, fatele raffreddare su una griglia, quindi farcitele a piacere con gamberetti,  peperoni, noci, acciughe, prosciutto, tonno, pesto. Ma si può variare anche con mortadella, salmone affumicato, patè di olive. 

 

BRUNCH DI NATALE – Rosette farcite alla cannella

Ancora una ricetta semplice per arricchire il tavolo del brunch di Natale. Questa volta si tratta di una ricetta dolce, che ha, come unica difficoltà, quella di richiedere molto tempo  di lievitazione.

 

Ingredienti :

100 gr pasta di pane

350 gr di farina

70 gr  di burro fuso

2 uova

60 gr di zucchero bianco

Per la glassa:

180 gr burro morbido

200 gr zucchero di canna

un cucchiaio di cannella

10 cucchiai di albicocche essiccate  tritate

10 cucchiai di uvetta

Preparazione:

Impastate 100 gr di pasta di pane con 200 gr di farina, 3 cucchiai di burro fuso e un uovo. Fate lievitare per 3 – 4 ore, poi impastate di nuovo con altri 150 gr di farina, 40 gr di burro fuso, un uovo e 60 gr di zucchero bianco. Lasciate lievitare per un’ora.

Lavorate 180 gr di burro morbido, 200 gr di zucchero di canna e un cucchiaio di cannella. Stendete la pasta  in un rettangolo di 50 x 35 cm  e spalmatela con la glassa; cospargete con le albicocche essiccate e tritate e con l’uvetta.

Arrotolate, tagliate il rotolo in 24 fette , allineatele, ben distanziate,  su una teglia rivestita con carta forno. Fate lievitare per 1 ora e poi cuocetele in forno caldo a 180° per 30 minuti.

Una volta sfornate, lasciatele raffreddare e poi staccatele a una a una con le mani.

SARA BRACCINI: LE SCELTE CHE CI FANNO VIVERE

Sara Braccini - Romanzi

Io e Sara ci siamo conosciute una decina di anni fa, complice l’interesse di entrambe per il baseball. Da allora ci siamo incontrate periodicamente, in occasione di eventi sportivi, abitando in città diverse.

La sorpresa di scoprirla scrittrice non ha avuto mediazioni: lei comincia a pubblicizzare il suo primo lavoro e io, dopo un primo momento di stupore, corro a procurarmi il romanzo.

Scopro così che la Sara che conoscevo, mamma apprensiva e donna pratica, sa rivelare un aspetto di sé che è dolce, un po’ triste, ma forte e reattivo.

Mi sono immersa in quella lettura e mi sono sentita come se mi fossi seduta su una confortevole poltrona: era comoda, avvolgente. Sono bastate due pagine per entrare in sintonia con personaggi e situazioni.

L’inizio del primo romanzo di Sara, “Nei tuoi occhi”, non lascia spazio a una separazione dal racconto: cominci a leggere di Elise e vuoi sapere come va a finire. Il desiderio di sapere se una donna, con le sue difficoltà, ce la farà a ricostruire la sua vita è un po’ la necessità di ogni donna, il bisogno di sapere che si può fare.

Poi il mondo di Elise si popola di altre figure, diversissime.

L’accento francese dei personaggi viene letto dagli occhi, ma risuona nelle orecchie.

Le trame con i personaggi si leggono sulle pagine stampate, ma chi è la persona che scrive quelle parole? Conosciamola meglio

Perché hai cominciato a scrivere romanzi e perché proprio romanzi rosa?

La passione per la scrittura risale alla mia infanzia. Ho sempre amato inventare storie di ogni genere che tenevo solo per me. Con il tempo ne ho condivisa qualcuna con le amiche fino ad arrivare a quella che mi ha spinto fare “sul serio”.

Come crei le trame dei tuoi racconti?

Mi lascio ispirare direttamente dai personaggi. Parto con una idea di base che potrebbe arrivare da una scena vista nella vita reale oppure suggerita da un testo di una canzone, un oggetto, un “qualunque cosa” e inizio a scrivere ma il più delle volte i miei personaggi prendono vita deviando completamente da quel poco che avevo pensato. Li smetto di essere scrittrice e divento semplice spettatrice lasciando tutti a briglia sciolta.

I personaggi dei tuoi romanzo hanno un carattere deciso, ben definito. Nascono nella tua fantasia già così, oppure prendono corpo durante la narrazione?

Decisamente lungo la storia, li conosco con chi legge pagina dopo pagina tranne che per uno del mio primo testo per il quale ho preso spunto da una persona al tempo a me vicina.

Ti capita mai di avere invasioni da parte dei tuoi personaggi mentre stai lavorando, per esempio, fra i filari delle vigne?

Continuamente! 😂 Mi parlano ovunque vada o sia mostrandomi scene e dialoghi che spesso fatico a scrivere perché magari sto lavorando oppure sono sotto la doccia. Sono dei gran chiacchieroni!

Come scrivi? Scrivi prima a mano o direttamente al computer? Quali sono i luoghi in cui ami scrivere? Hai un posto preferito?

Scrivo principalmente al pc anche se non disdegno il cellulare in caso di necessità. Il posto è indifferente, l’intuizione può colpire ovunque. Ma ho sempre bisogno del pc per mettere insieme i pezzi e sistemare il testo.

La “Maison du livre” è, fin da subito, un chiaro esempio di ambientazione motivata. Potevi scegliere qualsiasi altro tipo di attività commerciale, ma no, hai scelto una libreria. Perché?

Amo le librerie. Specialmente quelle dal sapore antico tanto difficili da trovare oggi. L’atmosfera, l’odore della carta, il fascino dei vecchi librai che lavorano con e per passione… Un vero sogno. In questo caso ho seguito Elise nella sua passeggiata, un momento tutto suo per riflettere e rilassarsi ed ho pensato: ” io, al suo posto, dove vorrei capitare?”. Non c’era niente di più perfetto, ma soprattutto nessuno di più perfetto per entrambe da incontrare.

Con il tuo primo romanzo, “Nei tuoi occhi”, hai intrapreso la strada del tema principale, cioè la scelta. Elise, la protagonista fin dalle prime pagine è costretta a scegliere per ricominciare. Perché proprio questo argomento?

Le scelte sono la parte fondamentale della nostra vita. Io le paragono agli scambi dei treni. Alcune sono dolci e facili da affrontare, altre brusche e violente. Tutte portano in strade diverse, nuove. Quello che è successo ad Elise. Una scelta difficile come quella del divorzio la porta a vivere una vita completamente nuova e forse impensata.

Qual è il punto di contatto e allo stesso tempo quello di separazione tra il primo e il secondo romanzo, “Oltre il destino”?

Io non credo che ci sia un punto di separazione. Elise racconta la sua storia, mentre chi gli sta accanto fa lo stesso, fino ad arrivare ad un “qui e oggi”. L’epilogo, al presente a differenza di tutto il resto la lascia con la certezza che la vita le riserverà altre scelte da fare e cose nuove da accogliere.

Chi è Nicolas?

Nicky è un amabile faccia tosta che entra a gamba tesa in una famiglia che, dopo tutto quello che ha passato, si ama e si protegge con forza destabilizzandone l’ordine. Porta con se un carico pesante e difficile da gestire. Ma non è l’unico. Anche Elise, Alexander e persino Luis faranno i conti con i loro demoni. Il tutto accompagnato da una voce d’eccezione.

Con questo secondo romanzo, “Oltre il destino”, hai esaurito la storia di questi protagonisti?

La vita che dai ai personaggi che si creano nella tua testa non ha mai fine. Loro vanno avanti in quello che potrebbe essere un universo parallelo. Ma potrebbero tranquillamente, un giorno, tornare e dirmi che hanno altro da raccontare, da far conoscere quindi non escludo spin off per nessuno. Ma questa parte di vita si conclude qui.

Ringrazio di cuore Sara e vi invito a leggere e a regalare i suoi romanzi. Buona lettura!

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Ha 23 anni, è una piccola donna alta 1 metro e 43 centimetri e pesa meno di 50 chili. Ma è considerata la migliore ginnasta della storia.

Simone Biles ha superato tutti i record, sia femminili che maschili, nella storia dei campionati Mondiali di ginnastica: 25 medaglie, in totale.

5 medaglie olimpiche di cui 4 d’oro.

Ha aperto una palestra dove lei stessa si allena ed è, senza alcun dubbio, la ginnasta più conosciuta e amata in ogni parte del mondo.

E’ un’icona di volontà ferrea e professionismo. Due elementi ginnici da lei eseguiti hanno ottenuto la classificazione ufficiale nel codice di punteggi della ginnastica: il “Biles” alla trave per un’uscita in un doppio raccolto con due avvitamenti, che ha ottenuto il massimo valore di difficoltà di uscita dall’esercizio alla trave. Poi c’è il “Biles II” al corpo libero, che comporta un doppio salto raccolto con triplo avvitamento, a cui è stato assegnato il valore “J”, il più alto in assoluto nel codice, un salto ritenuto impossibile e che l’ha fatta entrare nella storia dello sport, nell’agosto del 2019.

Perché questa presentazione? Per dire che Simone Biles, esplosiva ginnasta americana, non è una persona qualunque. Ed essendo una delle grandi donne dello sport, ha usato la sua fama per denunciare la violenza sessuale subita dall’ex medico della squadra nazionale americana di ginnastica, Larry Nassar.

Ma non basta. Sicura di non poter essere estromessa dalla squadra nazionale, senza che il mondo si ribellasse a una eventuale decisione di quel genere, ha accusato la U.S.A. Gymnastics, la federazione nazionale, di essere complice di Nassar per aver permesso che la violenza di verificasse e per aver, successivamente, coperto i fatti. Nassar non era nuovo a questo tipo di abusi. Ritenuto colpevole, Nassar è stato condannato ad una pena durissima.

Il coraggio di una piccola donna (ma non solo lei) ha permesso alla giustizia di fare il suo corso, ma ha, soprattutto, interrotto un “sistema” di protezione del colpevole che partiva alla federazione americana, troppo preoccupata di evitare scandali piuttosto che di tutelare atlete giovanissime. Nassar ha confessato di aver abusato anche di bambine al di sotto dei 13 anni.

Simon Biles si è costruita un’immagine grazie alla sua eccezionale bravura e, dall’alto del gradino più alto nel mondo della ginnastica ha tuonato contro l’ingiustizia, ha sollevato il velo su uno sporco aspetto dello sport. Ha rappresentato al mondo quanto ancora, ai nostri giorni, le donne debbano convivere con gli abusi sessuali, con la lotta per il riconoscimento di diritti che non dovrebbero più essere una rarità, ma un diritto sacrosanto che tuteli quella parte di mondo che regala la vita.


Ho rispolverato un mio racconto, scritto un paio d’anni fa, che si adatta perfettamente a questa giornata. Ve lo propongo qui di seguito.

“Mi concessi un po’ di tempo per bere un sorso di cappuccino. La tazza scaldava le mani e il sole invernale si posava sul mio viso, con quel tepore che si ripete, nello stesso modo piacevole, solo nelle prime giornate di primavera.

A occhi chiusi mi godevo il cammino del liquido caldo che attraversava la gola e scendeva giù.

Un leggero urto alla mia sedia mi riportò alla coscienza dell’ambiente intorno.

“Mi scusi.”, mormorò la voce gentile della ragazza che aveva spostato la sua sedia, facendola sbattere contro lo schienale della mia.

Riportai lo sguardo sul cursore pulsante, sul monitor del computer portatile che ho di fronte. Mi fermavo spesso in quel bar. Era un posto luminoso, accogliente, dove la gente poteva fermarsi a un tavolo per lavorare.

La ragazza si sedette. Era in compagnia di un’amica.

“Racconta!”, la invitò la ragazza alle mie spalle.

“Cosa ti devo dire, Gaia? Sono sconvolta. Pensavo di aver ritrovato un mio equilibrio, invece i ricordi sono tornati a scuotermi la testa e lo stomaco e, in più, adesso mi sento responsabile per quello che potrà succedere ad altre ragazze.”

Cominciai a battere sui tasti del computer. Le parole delle ragazze potevano diventare il mio percorso di appunti per un’idea, per un soggetto da scrivere.

“Cosa è successo esattamente? Al telefono mi hai detto solo qualche frase smozzicata.”

“Il mio allenatore di allora … è tornato di nuovo in attività.”

“Ma non lo avevano allontanato?”

“Si, dopo lo scandalo che riguardava anche me. Ci avevano trovato nello spogliatoio e lui cercava di togliermi i vestiti di dosso. Io urlai e un’altra allenatrice entrò nella stanza e riuscì a fermarlo. Poi mia madre fece un gran casino e la federazione cercò in tutti i modi di soffocare lo scandalo, mandando via quell’uomo. Io avevo solo quattordici anni, sapevo solo che lui voleva fare qualche cosa che non volevo fare io. Avvertivo anche che quello che voleva fare era una di quelle cose che mia madre mi aveva sempre  dipinto come “sporche”, ma ero ancora una bambina. Mi ricordo gli sguardi delle compagne di squadre, così compassionevoli da farmi sentire colpevole. Ricordo anche certi discorsi sussurrati da altre compagne, di poco più grandi di me, che parlavano di rapporti sessuali avuti nello spogliatoio con non so chi. Con il tempo i significati sono diventati più chiari, ma in quel momento non ero abbastanza “adulta” per capire.”

“Ma non potevi andare a giocare per altre società?”, chiese Gaia.

“Se si fosse trattato di società si, ma qui si parlava di Nazionale e le ragazze fanno qualsiasi cosa per arrivare a giocare nella squadra più importante di tutte.”

Ci fu un lungo momento di silenzio, a sottolineare che le ultime parole erano la spiegazione della realtà.

“Come mai è tornato?”, chiese Gaia.

“E’ cambiato il presidente della federazione, che già di per sé amava molto le ragazze giovani. Poi l’incarico di allenatore è stato  dato ad uno che amava le ragazze giovanissime. E’ stato lui che, a sua volta, ha di nuovo  preso, come aiutante, quello schifo d’uomo che aveva provato  a …”

La voce si interruppe, prima di un altro silenzio prolungato

“Cosa vuoi fare, adesso?”, domandò ancora Gaia, con un tono di voce preoccupato.

“Non lo so, Gaia. Ho qualche idea, ma uscire allo scoperto provocherebbe tanta sofferenza a mia madre: ci ha messo tanto tempo a ritrovare la serenità.  Sul  serio, non saprei come affrontare la situazione. Però adesso sono una donna, non più una ragazzina e devo fare qualcosa, non posso aspettare che si ripeta quello che è successo a me … o anche peggio.”

“Ma come puoi fare?”

“Ho pensato tanto in questi ultimi tempi e credo che sceglierò la soluzione dell’incontro con lui. Lo affronterò, non più con le paure di una bambina. Adesso sono grande, sono una donna, ho raggiunto il massimo sia a livello sportivo, negli anni in cui lui non c’era, sia a livello lavorativo. Non ho più paura di fronteggiare un uomo.”

“Sei sicura di volerlo fare?”

“Sì. Andrò da lui e gli dirò di andarsene. Devono andarsene, lui e l’allenatore amico suo,”

“E se rifiuterà?”

“Cercherò qualcuno che voglia raccontare la mia storia. Magari qualcuno che preservi in mio anonimato. Spero di trovare una persona che mi ascolti.”

Alzai le mani dalla tastiera del computer. Il cursore continuava a pulsare, ma questa volta aveva lasciato dietro di sé la traccia dei segni, un racconto da pubblicare.

Le ragazze si alzarono, senza più pronunciare una parola. 

Girai il capo quel tanto che mi servì a incontrare lo sguardo della ragazza che, fino a poco prima, era seduta alle mie spalle. Lei sorrise dolcemente e io ricambiai. 

“Posso fare poco per la tua amica, soprattutto non posso cancellare il passato.” pensai, “Ma quel poco lo faccio volentieri. Spero che possa servire.”

RICETTE – Fiori di zucca ripieni

fiori-di-zucca-ripieni-giallozafferano

INGREDIENTI per 4 persone:

16 fiori di zucca

 3 zucchine

 pane bagnato nel latte

formaggio grana

2 acciughe salate

pangrattato e burro

PREPARAZIONE:

Cuocere le zucchine al vapore, passarle al setaccio e amalgamarle con un po’ di pane strizzato, le acciughe spinate, dissalate, 4 cucchiai di grana grattugiato, mescolando il tutto con un cucchiaio di legno fino ad avere un ripieno omogeneo.
Raccoglierlo quindi in una tasca da pasticcere e con esso riempire i fiori di zucca, piegando le punte dei petali per chiuderli bene.
Accomodare i fiori di zucca in una pirofila rotonda, imburrata, pennellarli con burro fuso e cospargerli con un velo di pane grattugiato finissimo. Cuocerli in forno moderato per 15 minuti e alla fine passarli sotto il grill senza, però, farli bruciare.

(Immagine –  GialloZafferano)

RICETTE – Gnocchi di zucca

 

gnocchi-di-zucca

Gli gnocchi di zucca sono un piatto davvero semplice da realizzare …. altro/more

Fonte: sito web http://www.ricettedellanonna.net/

Crostata di Halloween

 

 

E’ carinissima e si fa presto a prepararla. La base e la copertura sono fatte con i fogli di pasta frolla che si trovano in ogni supermercato e poi mele e marmellata di ciliege. E’ veloce come si conviene ai nostri intenti.

Ingredienti per 8 persone

1kg di mele

120 gr di zucchero di canna

2 rotoli di pasta frolla

1 uovo

mezzo limone

5 cucchiai di marmellata di ciliege

1 cucchiaio di maizena

burro q.b.

Preparazione

Lavare le mele, sbucciarle e togliere il torsolo. Tagliarle a cubetti e riunirli tutti in una ciotola. Irrorare con il succo di limone e la scorza grattugiata, lo zucchero e la maizena , lasciando il tutto ad insaporire bene per qualche minuto.

Imburrare una teglia da crostata e stendere sul fondo il primo rotolo di pasta frolla, livellando il contorno. Scolare le mele e allargarle sulla base di pasta sfoglia. Ricoprire tutto con la marmellata di ciliege.

Sull’altro rotolo di pasta sfoglia intagliare le forme per riprodurre la zucca. Quindi coprire, con la pasta frolla già intagliata, il composto che è già adagiato nella teglia, cercando di sigillare bene i bordi.

Spennellare la superficie della torta con un uovo sbattuto, quindi informare a 180 gradi per circa 40 minuti o fino a quando la superficie sia ben dorata. Quindi sfornare e lasciare raffreddare prima di consumare.

(Fonte immagine: Il club delle ricette.it)

 

PRIMI PIATTI – Gnocchetti di zucca alla cannella

Un primo piatto con un profumo e un sapore particolare come’è quello della cannella. Vale la pena perdere un po’ di tempo per preparare gli gnocchi.

Immagine – “Donna Moderna”

Ingredienti per 4 persone:

500 g di polpa di zucca 
100 g di patate 
130 g di farina 
un albume 
2 porri 
un bastoncino di cannella 
2 cucchiai di aceto balsamico 
30 g di parmigiano a scaglie 
30 g di burro 
sale 

Preparazione:

1 Affettate la zucca e cuocetela in forno già caldo a 200 ° per 20 minuti o fino a quando sarà morbida. Intanto, lessate le patate in acqua bollente salata per circa 30 minuti, scolatele e sbucciatele. Passate patate e zucca allo schiacciapatate raccogliendo il purè sulla spianatoia e impastatelo con 100 g di farina, una presa di sale e l’albume.

Formate lunghi cilindri del diametro di circa 2 cm, tagliateli a pezzetti ricavando tanti gnocchetti e passateli in un velo di farina. 

Pulite i porri, affettateli e fateli rosolare in una padella con il burro e la cannella per 5 minuti. Salate, unite un mestolo di  acqua tiepida e spegnete il fuoco.

Cuocete gli gnocchi in acqua bollente salata; quando saliranno in superficie, scolateli e trasferiteli nella padella con i porri.  Accendete di nuovo il fuoco, unite l’aceto, lasciate insaporire il tutto per un paio di minuti e completate la preparazione con il parmigiano a scaglie. Lasciate sul fuoco ancora qualche minuto e servite.

RISOTTO ALLA ZUCCA CON PORRI

Abbiamo parlato della zucca  ed ecco pronta una ricetta veloce, perché noi siamo sempre di fretta. Una ventina di minuti e ed è pronto. Facciamo mezz’ora, dai!
Leggete poi la variante molto particolare che ho aggiunto alla fine dell’articolo.
E, come sempre BUON APPETITO! 

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di riso a cottura rapida

300 gr di polpa di zucca

1 porro

6 foglie di salvia

8 dl di brodo vegetale

2 dl di latte

40 gr di burro

½ bicchiere di vino bianco secco

2 cucchiai di parmigiano grattato

cannella in polvere

Preparazione:
Pulite il porro e tritatelo fine; tagliate la zucca a tocchetti e fatela soffriggere in una casseruola insieme al porro e 30 gr di burro per 5 minuti.

Unite il riso e fatelo tostare nel soffritto; bagnate con il vino, lasciatelo evaporare, coprite a filo con il brodo bollente e portate il riso a cottura unendo, poco alla volta, il resto del brodo bollente e, per ultimo, il latte.

Quando il risotto è pronto, aggiungete il parmigiano e un cucchiaino di cannella, mescolate e lasciatelo riposare, coperto, per 2 minuti.

Fate dorare le foglie di salvia in una padellina con il burro rimasto, trasferite il risotto su un piatto da portata riscaldato e guarnitelo con la salvia fritta. Servire subito.

VARIANTE

Preparate il risotto come prevede la ricetta che ho pubblicato sopra, ma eliminate il porro. Alla fine, al momento di servire, aggiungere un amaretto (sì, proprio quei biscottini tipici alle mandorle!) sbriciolato sul risotto. Ricordatevi di farlo solo al momento di servire, altrimenti il biscotto si ammorbidisce troppo.

RICETTE – Zucca gratinata

zucca gratinata

Un piatto dai sapori delicati, davvero ottimo da consumare sia a pranzo che a cena, come antipasto, contorno o secondo piatto … altro/more

La zucca, un tesoro dell’autunno

La zucca è l’alimento autunnale per eccellenza ed ha numerose proprietà.

La zucca è un alimento che può essere adottato senza problemi nelle diete ipocaloriche e in quelle per diabetici. Infatti, grazie al bassissimo contenuto di glucidi e lipidi, ma con elevate percentuali di fibre, vitamine e sali minerali, per ogni 100 grammi di zucca abbiamo un apporto di sole 26 kcal circa.

La zucca è costituita per circa il 90% da acqua.

I vantaggi che l’introduzione della zucca nella dieta apporta sono molteplici. Il potassio e l’acqua favoriscono la diuresi. Aiuta a prevenire le patologie cardiovascolari. Contiene betacarotene che è un antiossidante, attivo contro i radicali liberi che rallentano l’invecchiamento cellulare. Inoltre, la zucca è ricca di Omega-3, utile per la riduzione di colesterolo e trigliceridi e per mantenere bassa la pressione. Inoltre le fibre contenute nella zucca sono un beneficio per il corretto funzionamento dell’intestino; mantengono a lungo  il senso della sazietà. La zucca contiene anche il magnesio che aiuta a superare il disagio dell’insonnia e dell’ansia.

La cucurbitina, un amminoacido che si trova nei semi della zucca, ha proprietà vermifughe e antiparassitarie e si è rivelata essere molto utile nel combattere i disturbi delle vie urinarie.

Nella  polpa della zucca si trovano vitamine che fanno anche molto bene alla pelle. Difatti di preparano facili, ma efficaci maschere e creme, anche casalinghe da applicare sul corpo, sui capelli e sulle unghie.

 

Bruce Springsteen, il nuovo album

Letter to you”, questo è il titolo dell’ultimo album di Bruce Springsteen. L’uscita è prevista per il 23 ottobre prossimo.

Nel frattempo sono state rilasciate due anticipazioni: “Letter to you”, la canzone che dà il titolo all’album e “Ghosts”.

Sonorità già conosciute ci trascinano dentro il mondo di un vecchio timbro rock che, non si può sbagliare, è uno Springsteen al 100 per cento.

Ghosts” è una canzone dedicata a chi non c’è più, un po’ dura, un ricordo che vive nelle cose, ma la mancanza sta nell’anima e nel cuore.

Letter to you” è più morbida, una confessione che finisce su una lettera. Per scriverla dice di “aver provato ad invocare tutto quello he il mio cuore trovava vero … Le ho scritte tutte con inchiostro e sangue … Ho scavato profondamente nella mia anima e ho firmato con il mio vero nome.

Un bellissimo momento intimo e sincero. Questa è la canzone che, tra le due, mi è piaciuta di piu.

Gli anni passati hanno lasciato il segno sull’uomo che ballava “Dancing in the dark”, sul palco con la sua fan (Courteney Cox, la Monica di “Friends”). Rughe e capelli bianchi non vengono nascosti, ma esibiti, da lui e dagli uomini fedeli della “E Street Band”.

Hanno registrato in studio ma live, come se fossero sul palco, in un concerto. Cinque giorni per registrare tutto l’album.

E’ lo stesso Springsteen a confessare quella che ne è venuta fuori è una delle più belle esperienze di registrazione che io abbia mai vissuto”.

Ottobre

Primo ottobre. Nella mente di chi, come me, ha una certa età, dire primo ottobre fa scattare subito il parallelo con “primo giorno di scuola”. Sì, perché quando io ero piccola la scuola aveva inizio, per tutti gli studenti e scolari d’Italia, proprio il primo giorno di ottobre. Quel giorno segnava la fine delle vacanze estive, niente più giornate a giocare con gli amici. C’era l’eccitazione per il nuovo anno scolastico, preannunciato dai nuovi libri (due: un libro di lettura e un sussidiario) che avevo già letto e riletto con quella voglia di conoscere che era già marcata, fin da quando ero piccola.  C’era il nuovo grembiule, da indossare quasi come un vestito della festa: bianco con un fiocco rosa per le femmine e nero con il fiocco blu per i maschi. C’era la voglia di ritrovare le compagne di classe (compagne, sì, perché le classi erano divise in femminili e maschili). Dopo tanti mesi di separazione le guardavo, notando i cambiamenti della crescita e, sicuramente anche loro avranno fatto lo stesso con me, ma non me ne rendevo conto.

Si cominciava con le esercitazioni, per riprendere contatto con le abitudini scolastiche. La maestra (una sola, preparatissima in ogni materia), ci assegnava i compiti e, da quel primo giorno, quel primo ottobre, sapevamo che i nostri pomeriggi sarebbero stati dedicati, prima di tutto, allo studio.

Con gli anni cambiano i doveri, gli impegni, gli svaghi. Oggi vorrei che per me fosse di nuovo il primo ottobre di tanti anni fa. Voglio ricominciare a lavorare su questo blog, perché tante cose sono cambiate nelle mia vita. Voglio mettere a frutto le nuove nozioni che ho imparato, nel frattempo che questo blog, pur non ricevendo le mie attenzioni, ha prodotto risultati ottimi. So, quindi, che ho la capacità di fare bene questo lavoro e voglio farlo per me. Curare i blog, i siti di altri e trascurare proprio il mio … il calzolaio che va in giro con le scarpe bucate 😦

Decine di volte ho organizzato, modificato, riorganizzato il mio calendario editoriale, ma c’era sempre qualche cosa di più urgente da curare.

Voglio tornare indietro, voglio tornare a me, perché di progetti ne ho tanti e non voglio più rinunciare a metterli in pratica.

Dovrò trovare il tempo per fare tutto, ma mi conosco abbastanza per dire che ce la farò.

C’è in programma un altro sito parallelo a questo, una newsletter e … e poi si vedrà.

VI ASPETTO QUI.

CON ME.

Che cos’è l’amore?

Che cos’è l’amore? Ho incontrato per la via un giovane poverissimo che era innamorato: aveva un vecchio cappello, la giacca logora, l’acqua gli passava attraverso le suole delle scarpe e le stelle attraverso l’anima.
(Victor Hugo)

IN VIAGGIO … – Una vacanza alla fine del mondo

C’è una città, in Argentina, che identifica con il suo nome la meraviglia di una delle zone più affascinanti al mondo: USHUAIA. Si trova all’estremità meridionale del Paese sudamericano ed è il capoluogo della Regione della Terra del Fuoco. Siamo in Antartide, alla fine del mondo. Eppure quella che potrebbe essere una città dimenticata, vive una vita movimentata. Battuta dai venti, circondata dai monti e sulla riva del mare, in effetti è una città attiva. E’ un punto di partenza per l’Isla Yécapasela, conosciuta anche come “l’isola dei pinguini“; è un porto commerciale piuttosto trafficato e non mancano strutture ricettive per il turismo. Insomma un bel viaggio … alla fine del mondo.

Conosciamo meglio Ushuaia in questo articolo pubblicato su “Lonely Planet” (Leggi l’articolo …)

RICETTE – Fesa di tacchino con verza e fontina

Fesa di tacchino con verza e fontina

 

Ingredienti per 4 persone

400 gr di fesa di tacchino a fette sottili

un uovo

60 gr di pangrattato

40 gr di burro

un cucchiaio d’olio

8 foglie di verza

80 gr di fontina

sale

Preparazione

Dividete a metà le fette di fesa di tacchino, passatele nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e poi nel pangrattato, premendo bene con le mani perchè l’impanatura aderisca.

Scottate le foglie di verza in acqua salata per 4 minuti, sgocciolatele e tagliatele a listarelle sottili: grattugiate la fontina con una grattugia a fori larghi e scaldate il forno a 200°.

Fate sciogliere il burro con l’olio in una padella antiaderente e cuocetevi le fettine impanate su entrambi i lati. Insaporitele con un pizzico di sale, toglietele dal recipiente con una paletta forata, passatele su carta assorbente per asciugare l’unto in eccesso, poi trasferitele in una pirofila.

Copritele con la verza e la fontina e mettetele nel forno già caldo per 5 minuti, servire subito.

Un contorno indicato per questo piatto è una bella porzione di carote passate in padella con un po’ di mentuccia.

CHIN-LENGTH-BOB: un taglio per tutte le occasioni

 

Elegante ma anche, all’occorrenza, sportivo e casual. E’ il chin-lenght-bob un taglio che si rifà alla moda degli anni ’20, addirittura. Oggi torna alla ribalta per la praticità e per la freschezza del suo essere. In questo articolo di “Glamour” la celebrazione della moda  hair per la prossima primavera. (Leggi l’articolo …)

 

PUNTO CROCE – Schemi

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PUNTO CROCE - Schemi

 

RICETTE – Vitello in umido alla mozzarella

vitello in umido alla mozzarella

 

Ingredienti per 4 persone

350 gr di fettine di vitello

30 gr di farina

2 pomodori ramati

150 gr di mozzarella

4 cucchiai di olio extravergine d’oliva

uno spicchio d’aglio

4 foglioline di basilico

sale

Preparazione

Pelate i pomodori, privateli dei semi e tagliateli a cubetti piccoli; affettate la mozzarelle a fette sottili e mettetele su un piatto a sgocciolare; infarinate le fettine di vitello.

Fate rosolare lo spicchio d’aglio in una padella antiaderente con l’olio, eliminatelo appena inizia a diventare dorato, adagiatevi le fettine di vitello e fatelo colorire da entrambi i lati.

Aggiungete i pomodori, qualche cucchiaio di acqua, le foglie di basilico spezzettate, un pizzico di sale e cuocete per 2 minuti su fuoco basso.

Mettete le fettine di mozzarella sulla carne, coprite il recipiente, lasciate riposare 2 minuti a fuoco spento finché il formaggio sarà fuso e servite.

I fagiolini cotti a vapore e conditi con olio, limone, sale e pepe sono un ottimo contorno per questa preparazione.

IN VIAGGIO … – BRUGES

 

 

C’è una città in Europa a cui ho legato ricordi dolcissimi: Bruges. Un’atmosfera particolare,  fra canali e palazzi gotici, la “Venezia del Nord”, come viene chiamata, non delude, anzi, affascina tanto che è stata dichiarata “Patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO.

Se volete fare una vacanza (anche breve) tranquilla e romantica, Bruges è il posto giusto.

Qualche notizia la trovate anche in questo articolo pubblicato dalla rivista “Marco Polo”, gente che di viaggi se ne intende. (Leggi l’articolo ...)

 

RICETTE – Pollo in crema di spinaci al curry

 

Pollo in crema di spinaci al curry

Ingredienti per 4 persone

400 gr di petti di pollo

200 gr di spinaci surgelati tritati

mezza cipolla

uno spicchio d’aglio

un cucchiaino di curry

un dl di panna fresca

40 gr di burro

sale

Preparazione

Mettete i petti di pollo sul tagliere e tagliateli a fettine quanto più possibili simili in spessore.

Tritate fini la cipolla e l’aglio e fateli rosolare in un tegame con il burro; quando saranno imbionditi, unite le fettine di petto di pollo e fatele dorare su entrambi i lati in modo che prendano un colore uniforme. Salatele, poi toglietele dal recipiente, trasferitele su un piatto e tenetele in caldo.

Mettete nel fondo di cottura della carne gli spinaci scongelati a temperatura ambiente, salateli, insaporiteli con il curry, unite la panna e cuocete per 5 minuti a fuoco basso.

Rimettete le fettine di pollo nella salsa e riscaldatele per altri 5 minuti. Servitele ben calde.

Due contorni sono consigliabili con questo piatto: del purè di patate o del sedano di Verona cotto a vapore e condito con olio e sale.

STILE: RICAMI IN PRIMO PIANO

L’argomento non può non interessarci: la moda 2019 prevede grande libertà di ricami sul tessuto jeans. Se ne sono accorti i grandi stilisti e la moda pare essere duratura, visto che già se ne parlava lo scorso anno.

L’articolo della rivista “Elle” ci parla di questa conferma dello street style che a noi piace molto 😉  (Leggi l’articolo …)

RICETTE – Composta di mele e frutta secca

 

Non lasciatevi spaventare dai tanti ingredienti, tutti reperibili in qualsiasi supermercato, per altro. La ricetta richiede solo 30 minuti per la cottura e poi potrete accantonarla per il periodo di riposo.

Il nostro scopo di cucinare velocemente (ma con gusto) è salvo.

 

Ingredienti per 4 vasetti da 250 ml

4 mele golden

50 gr albicocche secche

50 gr fichi secchi

50 gr gherigli di noce

30 gr uva sultanina

120 gr zucchero

120 gr miele

50 gr scorza di arancia biologica

60 dl vino bianco

2,5 dl aceto di mele

succo di un limone

5 grani di pepe

Preparazione

Lavate le mele, sbucciatele e tagliatele a dadini; tagliate a dadini anche le albicocche e i fichi secchi; spruzzate con il succo di limone.

Sbollentate la scorza d’arancia sbollentata e fatta a pezzetti. Fate bollire per 10 minuti l’aceto di mele, il vino bianco, lo zucchero, il miele e i grani di pepe pestati; aggiungete la frutta preparata, la scorza d’arancia,l’uva sultanina e, dopo 5 minuti, i gherigli di noce. Cuocere per un minuto.

Scolate la frutta conservando lo sciroppo, trasferitela in vasetti di vetro sterilizzati e asciugati con cura, ricopritela con lo sciroppo bollente, chiudete e fate raffreddare.

Lasciate riposare la composta per almeno 2 settimane in un luogo fresco, prima di consumarla. Si conserva per un mese in frigorifero.

E’ un attimo accompagnamento agli arrosti.


UN CONSIGLIO

Una variante per avere una composta ancora più ricca di sapore: dopo aver scolato la frutta a fine cottura, unite 2-3 cucchiai di miele di fiori d’arancio. Mescolate bene, coprite il recipiente e lasciate macerare la frutta per circa 30 minuti prima di metterla nei vasi e versarvi sopra lo sciroppo.

(Fonte testo e immagine: “L’enciclopedia della cucina” – De Agostini Editore)

MODA – Cose che indosseremo nei prossimi mesi

Dopo le sfilate di Londra, Milano, Parigi e New York, ecco il riassunto pubblicato da “i-D”.

Analizzate le bizzarrie viste in passerella, si cerca di capire cosa rimarrà del grande lavoro stilistico, immaginando cosa vedremo nelle vetrine dei negozi. (Leggi l’articolo …)

 

(Fonte immagine: Dior Winter 19 – Maison Dior)

Mezz’ora per noi

E tra i regali beauty per San Valentino arriva lui, il profumo dichiarazione

Le fragranze for her sono endecasillabi cadenzati da accenti a volte familiari altre inaspettati come quelli di rum o assenzio blu.

Su “Marie Claire” le idee per i regali firmati dai più famosi stilisti   (Leggi l’articolo … )

 


I corpi scultorei fotografati da Vadim Stein

Bellissimo questo articolo sulla rivista “Istanti Digitali”

Vadim Stein è un artista ucraino che ha trascorso la sua vita a stretto contatto con l’arte. Il teatro soprattutto ha avuto su di lui una grande e benefica influenza. Lo studio e le immagini delle sperimentazioni sulla fotografia dei corpi, sono la sua specialità e le immagini hanno un effetto straordinario e un impatto immediato su chi ammira le sue fotografie. La durezza dell’uso del bianco e nero è ammorbidita dall’uso sapiente della luce e anche la drammaticità e l’esasperazione dei gesti fissati dalla sua macchina fotografica diventano arte e solo arte. 

#vadimstein #FOTOGRAFI, #ISTANTIDIGITALI, #PHOTOGRAPHER #lamagiadellago #agomagia #teatro #scenografia #corpoumano


LA FAVORITA: arriva al cinema il film candidato a 10 Premi Oscar 2019

Un film attesto che non ha tradito le aspettative. Su “Coming Soon” la recensione completa del film

(Leggi l’articolo …)


Da oggi puoi condividere su Instagram i film e le serie TV di NETFLIX

Dalle pagine di “Wired” la novità che, al momento, è in fase di rilascio e riguarderà prima di tutto i dispositivi iPhone e poi, in un secondo momento, anche quelli supportati dal sistema operativo Android

(Leggi l’articolo …)

#netflix #lamagiadellago #agomagia #instagram #film #TV #instagramstories #show #iPhone# Android

RICETTE – Coniglio coi funghi al vino rosso

 

Coniglio coi funghi al vino rosso

Ingredienti per 4 persone

Un coniglio di circa 1,200 kg, tagliato a pezzi

250 gr di funghi freschi misti

25 gr di funghi secchi

1 dl di vino rosso

4 cucchiai di olio extravergine di oliva

qualche foglia di salvia

una cipolla piccola

sale e pepe

Preparazione

Mettete i funghi secchi ed ammorbidire in acqua tiepida. Intanto pulite i funghi freschi, tritate la cipolla e le foglie di salvia, fatele imbiondire in una casseruola con l’olio, unite i pezzi di coniglio e fateli rosolare , girandoli, finché prenderanno un colore dorato. Bagnateli con il vino e lasciatelo evaporare.

Salate e pepate la carne, unite i funghi freschi tritati insieme a quelli secchi ben strizzati, bagnate con un mestolo d’acqua di ammollo dei funghi filtrata e continuate la cottura su fuoco basso e con il coperchio per circa 50 minuti.

Trasferite il coniglio su un piatto da portata, copritelo con i funghi e servitelo caldissimo.

Accompagnate questo piatto con patate arrosto profumate con la salvia.

RICETTE – Salsa agra

 

 

Ingredienti per 4 persone

100 gr cipolla rossa

100 gr vino bianco secco

aglio

alloro

mezzo limone

1/4 di dado di pollo

burro

olio d’oliva

aceto bianco

4 grani di pepe bianco

Preparazione

Affettate a velo la cipolla e fatela appassire lentamente in 10 gr di burro, unendo anche mezzo spicchio di aglio pestato; aggiungete successivamente una foglia di alloro, i grani di pepe, due rondelle di limone con la scorza, la quarta parte di un dado per brodo ed il vino bianco.

Mescolate con cura, incoperchiate e lasciate sobbollire a fiamma minima per 10 minuti. Levate quindi il recipiente dal fuoco, levate le due fette di limone e la foglia di alloro, aggiungendo una cucchiaiata di aceto. Versate tutto nel vaso del frullatore e frullate alla massima velocità per poco più di un minuto, fino a quando avrete ottenuto un composto abbastanza cremoso e omogeneo. Rimettetelo nel recipiente di cottura e, se fosse risultato troppo liquido, fatelo asciugare leggermente al fuoco; se invece sarà troppo denso diluitelo con poco brodo caldo.

Naturalmente al posto della cipolla rossa si può usare quella bianca, con il risultato che la salsina anziché rosa sarà di un bianco avorio, ma di sapore altrettanto stuzzicante e ugualmente gradevole.

Questa salsa è ottima calda con carni o pesci impanati e fritti.

 

(Immagine: Giallo Zafferano)

MODA – Come abbinare il blu

 

 

E’ senza dubbio il mio colore preferito, in tutte le sue tonalità, ma riconosco che è difficile abbinarlo. Soprattutto è difficile osare usando il blu. Qualche idea ce la suggerisce la redazione di Pourfemme.  

Andiamo a curiosare? Cliccate qui per leggere l’articolo 

 

(Immagine: sito Pourfemme.it)

RICETTE – Seppie con patate

Seppie con patate

Questa preparazione può essere indicata sia come antipasto che come secondo piatto.

 

Ingredienti per 4 persone

1 kg di seppie

5 cucchiai di olio extravergine d’oliva

1 cipolla

1 peperoncino verde

500 gr di patate

aceto di vino

prezzemolo

sale e pepe

Preparazione

Pulite le seppie e tagliatele a listarelle. Fate rosolare in una padella con 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva un cipolla tritata e un peperoncino verde a cubettini. Unite le seppie e, dopo qualche minuto, le patate tagliate a pezzi.

Spruzzate tutto con aceto di vino e fatelo evaporare.

Coprite il recipiente e cuocete per 45 minuti, finché le seppie saranno tenere. Salate e pepate, spolverizzate con abbondante prezzemolo tritato e servite.

(Immagine da petitchef.it)

RICETTE – Fesa di tacchino in salsa bianca

 

Ingredienti per 4 persone

500 gr di fesa di tacchino

2 uova

5 filetti di acciuga sott’olio

una cipolla bianca

20 gr di pinoli

1 dl di vino bianco secco

1 dl di latte

un cucchiaino di foglioline di timo fresco

4 cucchiai di olio extravergine di oliva

sale

Preparazione

Tritate la cipolla e fatela rosolare in una casseruola con il timo e l’olio. Unite la fesa di tacchino, lasciatela rosolare in modo uniforme. Salatela, aggiungete il vino e lasciatelo leggermente evaporare, unite il latte e cuocete su fuoco basso e a recipiente coperto per circa 50 minuti.

Fate rassodare le uova calcolando 8 minuti di cottura, partendo dall’ebollizione. Passatele sotto l’acqua fredda e sgusciatele.

Togliete la carne dalla casseruola, tagliatela a fette e mettetela su un piatto da portata. Frullate il fondo di cottura con le uova sode e i filetti di acciuga, versate la salsa sulla carne e cospargetela con i pinoli.

CONSIGLIO – Per contorno è consigliabile servire dei semplici spinaci al burro, che ben si sposano sia con il sapore dei pinoli che con quello delle acciughe.

BELLEZZA – CURIAMO I NOSTRI CAPELLI

Trattamenti alla cheratina per i capelli: guida alla scelta

Sgonfiano i capelli, domano l’effetto crespo, regalano un liscio perfetto.

Un trattamento alla cheratina è la soluzione ideale per contrastare l’effetto crespo e gestire al meglio la chioma durante lo styling o l’asciugatura naturale. La cheratina ha infatti il vantaggio di “sgonfiare” i capelli, rendendoli più lisci e lucenti.

Su Glamour qualche consiglio per la scelta dei prodotti (Leggi l’articolo …)

 


 

Se la tua nuova eau de parfum fosse un profumo per capelli?

Più economiche delle fragranze, le hair mist si ricaricano a ogni passo mentre proteggono, illuminano. E conquistano…

(Leggi l’articolo …)

 

Mezz’ora per noi

 

Si intitola “The little duck” l’ultimo video pubblicitario di Disneyland Paris. La storia del piccolo anatroccolo è tenerissima. Chiamate i vostri bambini e guardate insieme le immagini di questo dolcissimo protagonista e della storia a lieto fine … naturalmente.  GUARDA IL VIDEO

 


  • Amal Clooney ci ha conquistate per la sua eleganza (certo insieme al fatto di essersi sposata uno degli uomini più “sognati “ dalle donne, ma questa è un’altra storia). Donna di successo, una carriera brillante e una vita perfetta. Oggi ci stupisce con un cambio di look imprevisto. Ma l’eleganza innata non si può nascondere: farebbe diventare raffinato anche un sacco di juta! LEGGI L’ARTICOLO


 

  • Un punto di vista … gustoso che riguarda l’importanza della prima colazione. Ormai nessuno può negarne l’importanza. Personalmente se non è la mia solita colazione, la mia giornata parte con il piede sbagliato. LEGGI L’ARTICOLO

 


  • Due sole lettere che colleghiamo automaticamente alla frase “tutto bene” e che ci rassicurano sul successo delle nostre azioni. Eppure c’è una incertezza dietro le origini dell’espressione “OK”. Volete sapere come è nata questo modo di dire? Ecco qualche risposta. LEGGI L’ARTICOLO 

 

Scegliere i formaggi

Regole generali per la scelta

La prima raccomandazione è quella di rivolgersi ad un fornitore riconosciuto come affidabile, ad un negozio che abbia un vasto assortimento e un veloce turnover. Questo aumenterà le probabilità che venda il formaggio al giusto grado di stagionatura.
Le grandi differenze di gusto e di consistenza che si riscontrano nei singoli formaggi sono il risultato del tipo di latte utilizzato, del processo di fabbricazione e della durata della stagionatura.
Come regola generale, più un formaggio è stato stagionato, più forte è il sapore, più è asciutto e consistente e più a lungo si manterrà.

FORMAGGI FRESCHI

Sono formaggi non stagionati e senza crosta che vanno da una consistenza cremosa ed omogenea (fromage frais, formaggi burrosi e mascarpone, a un impasto derivato da una cagliata più densa), ricotta, formaggio spalmabile e fiocchi di latte.

In commercio ci sono molti tipi di formaggi a basso contenuto di grassi derivati da latte scremato.
E’ molto importante usare i formaggi freschi entro la data di scadenza indicata sulla confezione.


FORMAGGI ERBORINATI

In essi viene introdotta una coltura di batteri che crea le loro caratteristiche venature blu-verdi. I formaggi erborinati non maturi hanno una piccola venatura vicino alla crosta.
Scegliete quelli con una crosta dura e compatta senza segni di scolorimento.

Questi formaggi possono avere un odore forte ma non devono puzzare di ammoniaca.
Se possibile assaggiateli prima di acquistarli ed evitate i formaggi troppo salati o gessosi.


FORMAGGI A PASTA MOLLE

Contengono un’alta percentuale di grasso e umidità, sono stagionati poco, cremosi e facili da spalmare. Alcuni formaggi molli, come Brie e Camembert, trasudano leggermente ed hanno una caratteristica crosta “farinosa”, mentre altri, come il Pont l’Eveque e il Livarot hanno una crosta “lavata” e un sapore più intenso.

I formaggi a pasta molle devono risultare elastici al tatto e avere un profumo dolce e aromatico. Evitate quelli che al centro sono di un bianco pallido o che hanno un forte odore di ammoniaca.

Formaggi semi-duri come il Reblochon e il Port Salut hanno avuto una stagionatura più lunga e, poiché contengono meno umidità, sono un po’ più compatti.


FORMAGGI A PASTA DURA

Spesso con una percentuale alta di grassi ma bassa di umidità, questi formaggi a lunga stagionatura hanno un sapore che va dal delicato al piccante e una consistenza che varia dall’ “elastica” alla friabile.

Alcuni formaggi come l’Emmental, hanno dei buchi caratteristici, dovuti a sacche di gas prodotte da batteri introdotti all’interno durante la fase di maturazione del formaggio.
Formaggi duri da grattugiare come il Parmigiano o il Pecorino, sono i più asciutti fra i formaggi duri. Stagionati fino a quando non hanno raggiunto una consistenza granulosa e asciutta, si conservano per mesi in frigorifero.
Evitate quelli amari o troppo salati. La crosta deve essere dura, gialla e la pasta giallognola.


FORMAGGI DI CAPRA E PECORA


Le cagliate prodotte dal latte di pecora e capra vengono pressate in piccole forme per dare al formaggio misure diverse. I formaggi possono essere venduti a qualsasi stadio del processo di maturazione: inizialmente soffici e delicati, maturano e diventano compatti con un sapore forte e piccante.

Quando sono freschi i formaggi di capra dovrebbero essere umidi con un sapore leggermente acidulo ma non acido.
La maggioranza dei formaggi di pecora, con un medio contenuto di grasso, ha un nsapore più delicato di quelli di latte vaccino.Famose eccezioni comprendono il Roquefort, il Pecorino e la Feta di pecora.

La Vigilia di Natale

Quante sono le tradizioni del periodo natalizio che portiamo con noi? Oramai siamo adulti e, magari, abbiamo famiglia, ma ancora oggi, senza “quel qualcosa” che ci ha accompagnato negli anni, non ci pare Natale. Una delle tante cose che ricordo è che la Vigilia di Natale, non era Vigilia senza la minestra di ceci con i tagliolini.

L’ho vista preparare dalla nonna e, poi, anche dalla mamma. È un po’ l’apertura dei giorni del Natale “vero”. L’odore di rosmarino e salvia, il profumo della minestra che ti faceva venire fame molto prima dell’ora del pranzo. Poi la pasta. La tradizione della mia famiglia vuole che sia fatta in casa e rigorosamente tirata a mano.

Poi tagliata per assaporare anche la sua irregolarità, tutta casalinga.

Quando, oggi, porterò in tavola la minestra fumante saprò che non sarà soltanto il pranzo della Vigilia, ma anche un ringraziamento a chi ci ha insegnato a farlo, rendendoci più ricchi di un passato da ricordare.

 

 


Tagliatini co’ ceci

Pe’ 4 persone:

300 gr di ceci cotti

150 gr di pumodori

no spicchio d’aglio

n pochina di cipolla

n gambo di sedano

n rametto di ramelino

du’ rametti di persemolo

olio extra vergine d’oliva

sale, pepe e peperone pizzicoso quante ce ne vole

Pe’ la pasta:

du’ ova

400 gr circa di farina

S’impasta al sfoglia, si stende coll’ansagnolo e ‘ntanto che s’asciuga si mette ‘n una pentola ‘na bella conditura d’olio e ci si fa soffrigge’ tutto l’odori. Quando cominceno a colorissi ci si mette ‘pumodori, l’sale, ‘l pepe e ‘l peperone. Quando so’ cotti ‘pumodori ci si mette ‘ceci e ‘na tazza s’acqua. Doppo ‘nsaporiti si passeno col passatutto, lasciandoli ‘n pochi ‘nteri, poi si ripiena la pentola coll’acqua che ci vole. Da ultimo ci si mette ‘l ramelino, si fa bolli’ ‘n antro po’ poi si coce la sfoglia tagliata fina fina

 

PARLIAMO DI … GALATEO DI NATALE

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Oggi voglio parlarvi di quelle poche, ma precise, regolette che potrebbero permettervi di superare brillantemente le Feste, quella di Natale in particolare.

Le riunioni con i parenti sono la croce e la delizia di queste giornate, lo sappiamo tutti. Cerchiamo di essere tolleranti e, soprattutto, di goderci queste riunioni con serenità, cercando di evitare le tensioni.

L‘invito è personale e l’ospite non dovrebbe presentarsi con persone non attese e non annunciate.

E’ bene presentarsi con un minimo di anticipo rispetto all’ora fissata per il pranzo, per rispetto ai padroni di casa e agli altri ospiti.

Ricordatevi che se siete ospiti è buona regola evitare di presentarsi a mani vuote. Una pianta, un gioco da tavolo per divertirsi dopo il pranzo o la cena, un centrotavola in tema natalizio, un cesto di prodotti dolci o salati, una bottiglia di liquore, possono essere dei pensieri graditi e opportuni, secondo il Galateo

Non portare mai fiori, vino (a meno che non vi venga espressamente richiesto), paste o dolci da consumare subito.

Il menù deve tenere conto delle esigenze di tutti gli ospiti, delle loro scelte alimentari e qualche piatto appositamente preparato per chi, eventualmente, avesse bisogno di seguire una dieta per motivi di salute.

Gli aperitivi devono essere serviti offrendo direttamente il bicchiere all’ospite, senza usare il vassoio, che potrà servire, invece, al momento di portare via i bicchieri usati. E’ buona norma preparare anche cocktail o bevande analcoliche.

Posto a tavola: spetta alla padrona di casa fissare i posti, cercando di non separare le coppie e non creare gruppi separati tra donne e uomini. Sarà la stessa padrona di casa a sedersi per prima, seguita dalle altre donne e, in ultimo, dagli uomini.

Conversazione: meglio evitare domande troppo personali, ma anche la politica o la religione. Evitare, insomma, tutti quegli argomenti che potrebbero provocare tensioni e litigi. Questo spetta tanto a chi invita quanto a chi sia invitato.

 

I regali, per tradizione, si scambiano alla fine della cena. La tavola deve essere sparecchiata, ma la tovaglia ed eventuali bevande da fine pasto possono essere lasciate. Sarebbe opportuno fare in modo che ogni invitato abbia un piccolo regalo. Non esagerate con l’importanza del regalo, per non mettere in imbarazzo i presenti. I regali importanti potranno essere scambiati in separata sede.

 

L’avvocato del diavolo (The Devil’s Advocate) 1997 Regia di Taylor Hackford.

Due attori da oscar e un principio che sottende il film nella sua completezza: il diavolo può avere le sue ragioni?

Se consideriamo il messaggio del film, penso che non si possa dire di no. Perché? Perché quel diavolo è umano e vuol farlo capire confrontandosi con l’inaccessibilità di Dio.

Un monologo, quello di Al Pacino che ha incantato gli spettatori, al di là del significato intrinseco delle sue parole. Un attore lasciato libero di interpretare il suo personaggio. Il risultato è che, proprio come un diavolo tentatore, ci trascina nelle sue ragioni, condivisibili oppure no, ma affascinanti, questo è sicuro.

Per goderne il senso, prima che con la vista se ne venga condizionati, ecco il testo del monologo, così come lo riporta la sceneggiatura (ovviamente tradotto):


Int. sera / Appartamento lussuoso di John Milton / Dialogo-monologo Milton-Lomax

John Milton

Per chi è che ti incolli tutti quei mattoni, si può sapere? Dio? E’ così? Dio…

Beh Kevin, ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. A Dio piace guardare, è un guardone giocherellone, riflettici un po’… Lui dà all’ uomo gli istinti. Ti concede questo straordinario dono e poi che cosa fa? Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento… Per farsi il suo bravo, cosmico spot pubblicitario del film. Fissa le regole in contraddizione, una stronzata universale. Guarda ma non toccare, tocca ma non gustare, gusta ma non inghiottire. E mentre tu saltelli da un piede all’ altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! Perché è un moralista! Èun gran sadico! È un padrone assenteista, ecco che cos’è! E uno dovrebbe adorarlo?! No, mai!

Kevin Lomax

Meglio regnare all’ Inferno che servire in Paradiso, non è così?

John Milton

Perché no? Io sto qui col naso ben ficcato nella terra e ci sto fin dall’ inizio dei tempi. Ho coltivato ogni sensazione che l’uomo è stato creato per provare! A me interessava quello che l’uomo desiderava e non l’ho mai giudicato! E sai perché? Perché io non l’ho mai rifiutato, nonostante la sua maledetta imperfezione. Io sono un fanatico dell’uomo! Sono un umanista… Probabilmente l’ultimo degli umanisti.

Chi sano di mente, Kevin, potrebbe mai negare che il XX° secolo è stato interamente mio? Tutto quanto Kevin! Ogni cosa! Tutto mio! Sono all’ apice, Kevin. È il mio tempo questo.

È il nostro tempo…


E per non lasciare niente alle sole parole ecco il video:

JESUS CHRIST SUPERSTAR

Ted Neeley, un nome che crea subito emozione in quelli della mia età. Basta pronunciarlo e tornano immediatamente alla memoria la sua straordinaria voce e la sua capacità interpretativa.

Neeley ha portato sulla scena, nella sua carriera, tutti i ruoli più importanti di quei musical e film che hanno segnato la storia del cinema e del teatro degli ultimi 50 anni.

Ha cominciato con il ruolo di Claude Hooper nel musical originale di Broadway  “Hair“. Il suo impegno è durato per tre anni.

 Poi, sempre a  Broadway,  veste i panni di Gesù di Nazareth nell’Opera Rock, “Jesus Christ Superstardi Sir Andrew Lloyd Webber e Sir Tim Rice.

Senza soluzione di continuità, Neeley approda nel cast di un altro lavoro musicale che ha segnato un’epoca, quel  “Tommy“, la creatura degli Who, in cui interpreta il ruolo di Tommy Walker alla prima mondiale di Los Angeles.

Appena il tempo di terminare con quell’impegno che viene incaricato di tornare a vestire i panni di Gesù, proprio lì, a Los Angeles, all’Universal Amphitheatre costruito appositamente per ospitare la l produzione di “Superstar Under the Stars”.

Intanto un altro nome leggendario del cinema Norman Jewison, ha avuto l’idea di trasformare quell’opera rock in un film e mette sotto contratto Ted Neeley e Carl Anderson, che interpreterà la parte di Giuda. Si unisce  poi alla compagnia un’altra attrice/cantante dalla splendida voce: Yvonne Ellimann. Il film ha un successo planetario e diventa storia già alla prima apparizione nei cinema.

A più riprese, negli anni, Ted Neeley e i suoi amici hanno interpretato i  loro personaggi per lunghi periodi di recitazione, fino ad arrivare agli anni più recenti.

Nel 2014, dopo 41 anni dalla prima rappresentazione, “Jesus Christ Superstar”  approda in Italia, al Teatro Sistina di Roma. La rappresentazione ha un successo così travolgente che viene ripetuta in un tour nelle maggiori città italiane.

Nella tappa all’Arena di Verona si registrò il tutto esaurito: 12.000 posti i cui biglietti vennero venduti in pochissime ore e fu necessario aggiungere una seconda replica quella stessa notte.

Nel filmato che ho scelto è stata registrata una prova straordinaria di Ted Neeley, che tornava sul palco dopo un periodo di difficoltà: la sua voce gli aveva dato seri problemi e non si sapeva, a quel momento, se avesse potuto ancora cantare. Ma la forza del grande artista e la sua immensa professionalità hanno superarono ogni ostacolo e la gioia e la commozione dei compagni di lavoro, che lo ascoltavano dietro le quinte, è sintomatica della grande stima, quasi una venerazione,  che Ted Neeley riesce ancora a generare nella gente.

Io voglio soltanto dire, se esiste un modo,
allontana questo calice da me, poiché non voglio assaggiarne il veleno,
sentirne il bruciore; sono cambiato, non sono più sicuro come quando ho iniziato.
Allora ero ispirato, ora sono stanco e sfiduciato.
Ascolta, sicuramente ho superato tutte le aspettative,
ho tentato per tre anni che sembrano trenta.
Potresti chiedere altrettanto da qualsiasi altro uomo?
Ma se io muoio, se vado fino in fondo e faccio le cose che Tu mi chiedi, se lascio che mi colpiscano, mi feriscano, mi inchiodino al loro albero …
Voglio sapere, vorrei sapere, mio Dio,
voglio sapere, vorrei sapere, mio Dio,
voglio capire, vorrei capire, mio Dio,
voglio capire, vorrei capire, mio Dio,
perché devo morire.
Diventerei più noto di quanto non sia stato finora?
Le cose che ho detto e fatto avrebbero più valore?
Devo sapere, dovrei sapere,
mio Signore, devo sapere,
dovrei sapere, mio Signore,
se muoio quale sarà la mia ricompensa?

Devo capire, dovrei capire,
mio Signore, devo capire,
dovrei capire, mio Signore,
perché devo morire?
Potresti dimostrarmi adesso che non sarò ucciso invano?
Mostrami almeno un poco della tua mente onnipresente!
Dimostrami che c’è una ragione per cui tu vuoi
che io muoia: sei così preciso su dove e come,
ma non sul perché.
Va bene! Morirò! Guardami morire! Vedi come muoio!

Allora ero ispirato, adesso sono stanco e triste,
dopo tutto, ho tentato per tre anni;
sembrano quasi novanta…
Perché ho tanta paura di concludere ciò che ho cominciato… che Tu hai cominciato,
io non ho cominciato nulla.
Dio, la Tua volontà è dura, ma sei tu che dai le carte…
Berrò il Tuo calice di veleno, inchiodami alla Tua croce
e spezzami, insanguinami, percuotimi, uccidimi,
prendimi adesso…
prima che io cambi idea