Galateo

Parliamo di … GALATEO

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Passati ormai gli esami delle ricorrenze più importanti dell’anno, rimane da festeggiare l’Epifania, ultimo giorno del periodo delle feste. Abbiamo, quindi, ancora riunioni di famiglia o con gli amici e serve concludere in bellezza. Diamo uno sguardo a quelli che sono i comportamenti più educati da tenere quando siamo invitati al pranzo o alla cena insieme ad altre persone.

Questi sono i consigli della della food writer Roberta Schira, pubblicati nel suo lavoro “Il nuovo bon ton a tavola.

1. Non si tiene il cellulare sul tavolo. E neppure lo si usa nascosto dalla tovaglia.

Nuovi tempi, nuove regole. La tecnologia a tavola non è ben vista, dal momento che la circostanza dovrebbe indurci alla convivialità e alla condivisione di cibo e valori. E’ vero, il cellulare non va sopra la tovaglia, ma soprattutto non va sotto il tavolo. A volte è difficile resistere a lungo alla tentazione di controllare se è arrivato un messaggio del fidanzato o della propria amata su What’s App, ma trattenetevi il più possibile.

Ma c’è di peggio che messaggiare a tavola, ed è far leggere i messaggi privati agli altri commensali. E’ ammessa una sbirciatina a metà cena alle mamme un po’ ansiose, alle adolescenti in odore di fidanzamento, ai padri in attesa.

Ma messaggiare per tutta la cena resta intollerabile e maleducato. Al limite, dopo aver chiesto il permesso, allontanatevi da tavola e controllate il vostro cellulare in privato e in tranquillità.

2. Non si dice buon appetito.

Sarebbe meglio iniziare a mangiare senza augurare “buon pranzo” né “buon appetito”. Diciamo subito che non è una grave mancanza, ma che possiamo tranquillamente dimenticarcene. Certo, se qualcuno esprime il fatidico augurio reagiremo con un semplice sorriso senza fare commenti.

Pronunciare questa formula è come dimostrare attaccamento per le cose terrene quali il mangiare o le funzioni corporali. Insomma, dire “buon appetito” è come voler ridurre il momento di convivialità a pura soddisfazione di un bisogno primario. In famiglia ognuno si regola come vuole, ma il galateo è chiaro: non si dice.

3. Non si fa cin cin al momento di brindare ma ci si limita ad alzare il bicchiere sorridendo.

4. Si aspetta che inizi a mangiare la padrona di casa.

E’ la padrona di casa che apre le danze. Dopo essersi assicurata che tutti siano stati serviti e si siano sistemati comodamente, fa un bel sorriso e comincia a mangiare.

5. Non si arriva in ritardo e mai troppo presto.

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6. Si aspetta che tutti si siano serviti prima di buttarsi sul cibo.

7. Non ci si alza ad aiutare la padrona di casa se non viene richiesto espressamente.

Esiste un certo tipo di invitato che chiamerei l’invitato “premuroso” ed è molto diffuso. Anche se conosce appena la padrona di casa, si alzerà con i piatti in mano chiedendo agli ospiti di cosa hanno bisogno. E’ quello che entrerà direttamente in cucina e oserà, questo davvero non si fa, aprire il vostro frigorifero. Il ché, come ben noto, è uno dei gesti più indelicati, importuni e intimi che si possono commettere.

Al ristorante il Premuroso è quello che aiuta il cameriere, che prima che arrivi ha già raccolto le posate, quello che piega i tovaglioli e passa l’orlo dei bicchieri. Nei locali pubblici paghiamo anche perché qualcuno faccia questo per noi. Evitiamo, grazie.

Si trovano tipi del genere tra le donne materne che escono poco: ecco, le rappresentanti di questa categoria spazzano la tovaglia raccogliendo le briciole, impilano i piatti e li passano al cameriere.

8. Se vi servite da soli usate le posate del servizio.

9. Non si parla con la bocca piena.

E’ una delle prime regole che si insegnano ai bambini, ma poi, chissaà perché, da grandi ce ne dimentichiamo.

10. Non si tocca, né gratta alcuna parte del corpo.

Vale una sola regola per tutto quello che riguarda i bisogni del corpo, cioè pruriti vari, fastidi diffusi, pulizie dentali e di altri orifizi, ravvivatine ai capelli e al trucco: tutto ciò va fatto rigorosamente in privato, cioè allontanandosi dal tavolo.

11. Non si chiede e non si usano gli stuzzicadenti.

12. Non ci si soffia il naso né si starnutisce nel tovagliolo.

13. Non ci si china sul piatto, ma si portano le posate alla bocca.

Non è il capo che si avvicina al cibo, ma la forchetta che si avvicina alla bocca.

14. Non si beve senza essersi prima pulite le labbra.

15. Non si infila il tovagliolo nel colletto.

 

Ricordatevi anche che, se siete stati invitati, oltre al ringraziamento immediato, quando ci congediamo, sarebbe bene rinnovare la gentilezza anche il giorno dopo: ringraziate sempre con una telefonata, una mail o un sms per gli amici più intimi.

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