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LA MAGIA DELL'AGO

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Elena e i “Mostracci”

Elena, la creatrice di “MOSTRACCI” (www.mostracci.com) presenta la sua idea in questo modo, particolarmente dolce e vero per ogni mamma:

Tutte le mamme, almeno una volta nella vita, hanno pensato che una maglietta, una camicina, un abitino del loro bambino o bambina, di quando erano piccolini, sia particolarmente caro. Magari perché porta con sé dei ricordi preziosi, di momenti particolari vissuti insieme, o semplicemente perché è stato acquistato per un’occasione importante o regalato da una persona cara.

Così questi ricordi diventano qualche altra cosa, grazie alla sua abilità e ai desideri delle mamme.

Un’idea utile anche ai sentimenti. Brava Elena!

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Ricette – Gli smoothies per disintossicarsi dopo le Feste

Eccoci qua! Riprendiamo il cammino dopo le Feste. Via le immagini tipiche del periodo Natalizio e facciamo i conti con il “dopo”.

Intanto vi ripropongo un articolo di un anno fa, che ha avuto un buon successo. Io intanto  vado a lavorare con la naturopata, la dottoressa Chindemi, per proporvi altre soluzioni per il “post festività”. A prestissimo!

rainbow-smoothies

Banana Kiwi
Mescolate in un mixer banana, kiwi, limone, un po’ di sciroppo d’acero

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NATUROPATIA – Chestnut Bud (Gemma dell’Ippocastano)

a cura della dottoressa Anna Chindemi

 

 

 

Dicembre è anche il mese dei grandi bilanci dell’anno. Come è andato? Cosa ho imparato? Come posso migliorarmi? Grandi domande che un po’ tutti ci facciamo tranne chi vive uno stato Chestnut Bud. Il fiore di Bach Chestnut Bud (gemma dell’ippocastano) è indicato a chi ha ‘la testa dura’, ripete gli stessi errori e fa fatica a concentrarsi.

È difficile per la persona Chestnut Bud imparare dall’esperienza: continua a ripetere come un ‘disco rotto’ gli stessi percorsi per ostinazione, mancanza di attenzione, indifferenza e fretta.

In questi soggetti, ovviamente, si manifestano anche sul piano somatico le stesse malattie: mal di testa, sordità, sindrome di Peter Pan ecc.
Il rimedio ci aiuta a trarre vantaggio dall’esperienza di ogni giorno e ad apprendere dai nostri errori.

Utile anche per i bimbi con difficoltà nell’apprendimento e per alcune forme di autismo.

 


La dottoressa Anna Chindemi si è laureata in Scienze Biologiche all’Università di Napoli. Ha lavorato fin dal 2004  nel campo del settore farmaceutico. Per il  gruppo L’Oreal ( La Roche Posay) canale farmaceutico è stata  consulente responsabile per la regione Toscana. Specializzata in Naturopatia, sua grande passione, presso la Scuola Aemetra di Torino, lavora come Naturopata dal 2007. Il suo ambulatorio si trova a Grosseto, in via Mazzini 70.

La Vigilia di Natale

Quante sono le tradizione del periodo natalizio che portiamo con noi? Oramai siamo adulti e, magari, abbiamo famiglia, ma ancora oggi, senza “quel qualcosa” che ci ha accompagnato negli anni, non ci pare Natale. Una delle tante cose che ricordo è che la Vigilia di Natale, non era Vigilia senza la minestra di ceci con i tagliolini.

L’ho vista preparare dalla nonna e, poi, anche dalla mamma. È un po’ l’apertura dei giorni del Natale “vero”. L’odore di rosmarino e salvia, il profumo della minestra che ti faceva venire fame molto prima dell’ora del pranzo. Poi la pasta. La tradizione della mia famiglia vuole che sia fatta in casa e rigorosamente tirata a mano.

Poi tagliata per assaporare anche la sua irregolarità, tutta casalinga.

Quando, oggi, porterò in tavola la minestra fumante saprò che non sarà soltanto il pranzo della Vigilia, ma anche un ringraziamento a chi ci ha insegnato a farlo, rendendoci più ricchi di un passato da ricordare.

 

 


Tagliatini co’ ceci

Pe’ 4 persone:

300 gr di ceci cotti

150 gr di pumodori

no spicchio d’aglio

n pochina di cipolla

n gambo di sedano

n rametto di ramelino

du’ rametti di persemolo

olio extra vergine d’oliva

sale, pepe e peperone pizzicoso quante ce ne vole

Pe’ la pasta:

du’ ova

400 gr circa di farina

S’impasta al sfoglia, si stende coll’ansagnolo e ‘ntanto che s’asciuga si mette ‘n una pentola ‘na bella conditura d’olio e ci si fa soffrigge’ tutto l’odori. Quando cominceno a colorissi ci si mette ‘pumodori, l’sale, ‘l pepe e ‘l peperone. Quando so’ cotti ‘pumodori ci si mette ‘ceci e ‘na tazza s’acqua. Doppo ‘nsaporiti si passeno col passatutto, lasciandoli ‘n pochi ‘nteri, poi si ripiena la pentola coll’acqua che ci vole. Da ultimo ci si mette ‘l ramelino, si fa bolli’ ‘n antro po’ poi si coce la sfoglia tagliata fina fina

 

NATUROPATIA – I dolci di Natale

a cura della dottoressa Anna Chindemi

 

 

 

Buongiorno a tutti.

Ci avviciniamo sempre più alle festività Natalizie, insieme alla preparazione spirituale, di introspezione, riposo e riflessione (necessaria nella magia dell’inverno) questo è anche il periodo più attivo dell’anno sul piano sociale, conviviale e … mangereccio.

Il Panettone e il Pandoro diventano una presenza ricorrente a tavola. Io li consiglio sempre o a colazione o come dessert ma MAI assumerli come spuntini fuori pasto!

In questo modo si stressa il nostro amato pancreas con dei picchi glicemici altissimi che fanno aumentare adipe e cellulite!

 Per i miei assistiti che stanno seguendo un percorso Naturopatico mirato al controllo del peso, se gradite il pandoro o panettone come dessert non dovete privarvene assolutamente, ma vi consiglio durante lo stesso pasto di evitare il pane, pasta, alcool e inserire le verdure come antipasto.

 

 

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La dottoressa Anna Chindemi si è laureata in Scienze Biologiche all’Università di Napoli. Ha lavorato fin dal 2004  nel campo del settore farmaceutico. Per il  gruppo L’Oreal ( La Roche Posay) canale farmaceutico è stata  consulente responsabile per la regione Toscana. Specializzata in Naturopatia, sua grande passione, presso la Scuola Aemetra di Torino, lavora come Naturopata dal 2007. Il suo ambulatorio si trova a Grosseto, in via Mazzini 70.

BRUNCH DI NATALE – Rosette farcite alla cannella

Ancora una ricetta semplice per arricchire il tavolo del brunch di Natale. Questa volta si tratta di una ricetta dolce, che ha, come unica difficoltà, quella di richiedere molto tempo  di lievitazione.

 

Ingredienti :

100 gr pasta di pane

350 gr di farina

70 gr  di burro fuso

2 uova

60 gr di zucchero bianco

Per la glassa:

180 gr burro morbido

200 gr zucchero di canna

un cucchiaio di cannella

10 cucchiai di albicocche essiccate  tritate

10 cucchiai di uvetta

Preparazione:

Impastate 100 gr di pasta di pane con 200 gr di farina, 3 cucchiai di burro fuso e un uovo. Fate lievitare per 3 – 4 ore, poi impastate di nuovo con altri 150 gr di farina, 40 gr di burro fuso, un uovo e 60 gr di zucchero bianco. Lasciate lievitare per un’ora.

Lavorate 180 gr di burro morbido, 200 gr di zucchero di canna e un cucchiaio di cannella. Stendete la pasta  in un rettangolo di 50 x 35 cm  e spalmatela con la glassa; cospargete con le albicocche essiccate e tritate e con l’uvetta.

Arrotolate, tagliate il rotolo in 24 fette , allineatele, ben distanziate,  su una teglia rivestita con carta forno. Fate lievitare per 1 ora e poi cuocetele in forno caldo a 180° per 30 minuti.

Una volta sfornate, lasciatele raffreddare e poi staccatele a una a una con le mani.

BRUNCH DI NATALE – Tartellette speziate

Continuiamo a preparare il brunch di Natale.

Ingredienti:

250 gr di farina

150 gr di burro

noce moscata grattugiata

mezzo cucchiaino di pepe verde pestato

un cucchiaio di curry

un pizzico di zucchero

Preparazione:

Impastate la farina con il burro a dadini e appena morbido, la noce moscata grattugiata, il pepe verde pestato, il curry e lo zucchero.

Avvolgete la pasta nella pellicola per alimenti e lasciatela in frigo per un’ora.

Con il matterello infarinato stendete la pasta in una sfoglia di 2 mm. Imburrate e infarinate degli stampini per tartellette, foderateli con la pasta e cuoceteli nel formo già caldo a 180° per 10 minuti.

Sformate le tartellette, fatele raffreddare su una griglia, quindi farcitele a piacere con gamberetti,  peperoni, noci, acciughe, prosciutto, tonno, pesto. Ma si può variare anche con mortadella, salmone affumicato, patè di olive. 

 

NATUROPATIA – VINE (vite selvatica)

a cura della dottoressa Anna Chindemi

 

 

Nel mio lavoro uso tantissimo la Floriterapia di Bach (e non solo).

Ovviamente per seguire un percorso floriterapico, occorre un colloquio empatico con il naturopata, un test energetico emozionale e tanta pazienza. Il lavoro di un naturopata è sempre mirato alla stimolazione delle energie di auto guarigione dei suoi assistiti. Premesso questo, i Fiori di Bach sono disponibili a tutti e tutti ne possiamo fare uso.

Il rimedio floreale del mese è VINE (vite selvatica); vediamolo insieme.

VINE ci aiuta a togliere la corazza quando siamo vittime di rigidità.

È un’essenza che ci rende più flessibili a livello fisico e anche mentale. La vite selvatica è grandiosa e ci dona un’essenza floreale capace di “addolcire” anche le persone più dure.

E’ il fiore di Bach indicato per chi vive un momento in cui è troppo competitivo, desideroso di primeggiare e comandare sugli altri.

La tendenza all’autoritarismo dei soggetti VINE crea molte difficoltà relazionali e la continua tensione nervosa li espone a frequenti disturbi psicosomatici.

I punti deboli di chi vive in uno stato VINE sono:gli sbalzi di pressione, il mal di testa, disturbi muscolo/tensivi, dolori alla schiena e alle articolazioni dovuti all’eccessiva rigidità.

VINE (lo uso da anni nel mio lavoro) vi posso assicurare che è un ottimo rilassante del corpo e della mente, rende più tolleranti e scioglie ‘la corazza’ e i blocchi che gravano sulla postura e sulla mobilità.

 


La dottoressa Anna Chindemi si è laureata in Scienze Biologiche all’Università di Napoli. Ha lavorato fin dal 2004  nel campo del settore farmaceutico. Per il  gruppo L’Oreal ( La Roche Posay) canale farmaceutico è stata  consulente responsabile per la regione Toscana. Specializzata in Naturopatia, sua grande passione, presso la Scuola Aemetra di Torino, lavora come Naturopata dal 2007. Il suo ambulatorio si trova a Grosseto, in via Mazzini 70.

PARLIAMO DI … GALATEO DI NATALE

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Oggi voglio parlarvi di quelle poche, ma precise, regolette che potrebbero permettervi di superare brillantemente le Feste, quella di Natale in particolare.

Le riunioni con i parenti sono la croce e la delizia di queste giornate, lo sappiamo tutti. Cerchiamo di essere tolleranti e, soprattutto, di goderci queste riunioni con serenità, cercando di evitare le tensioni.

L‘invito è personale e l’ospite non dovrebbe presentarsi con persone non attese e non annunciate.

E’ bene presentarsi con un minimo di anticipo rispetto all’ora fissata per il pranzo, per rispetto ai padroni di casa e agli altri ospiti.

Ricordatevi che se siete ospiti è buona regola evitare di presentarsi a mani vuote. Una pianta, un gioco da tavolo per divertirsi dopo il pranzo o la cena, un centrotavola in tema natalizio, un cesto di prodotti dolci o salati, una bottiglia di liquore, possono essere dei pensieri graditi e opportuni, secondo il Galateo

Non portare mai fiori, vino (a meno che non vi venga espressamente richiesto), paste o dolci da consumare subito.

Il menù deve tenere conto delle esigenze di tutti gli ospiti, delle loro scelte alimentari e qualche piatto appositamente preparato per chi, eventualmente, avesse bisogno di seguire una dieta per motivi di salute.

Gli aperitivi devono essere serviti offrendo direttamente il bicchiere all’ospite, senza usare il vassoio, che potrà servire, invece, al momento di portare via i bicchieri usati. E’ buona norma preparare anche cocktail o bevande analcoliche.

Posto a tavola: spetta alla padrona di casa fissare i posti, cercando di non separare le coppie e non creare gruppi separati tra donne e uomini. Sarà la stessa padrona di casa a sedersi per prima, seguita dalle altre donne e, in ultimo, dagli uomini.

Conversazione: meglio evitare domande troppo personali, ma anche la politica o la religione. Evitare, insomma, tutti quegli argomenti che potrebbero provocare tensioni e litigi. Questo spetta tanto a chi invita quanto a chi sia invitato.

 

I regali, per tradizione, si scambiano alla fine della cena. La tavola deve essere sparecchiata, ma la tovaglia ed eventuali bevande da fine pasto possono essere lasciate. Sarebbe opportuno fare in modo che ogni invitato abbia un piccolo regalo. Non esagerate con l’importanza del regalo, per non mettere in imbarazzo i presenti. I regali importanti potranno essere scambiati in separata sede.

 

Decorazioni – Ball of smocking

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