MAKE-UP BIO: SCELTE SEMPRE PIU’ VARIE

Olio essenziale su foglia verde

I make-up bio sono presenti ormai da anni sul mercato e hanno migliorato la loro qualità costantemente fino ad essere, ad oggi, prodotti che valgono quanto quelli classici, ma senza tutte quelle sostanze di sintesi che hanno sostituito con prodotti di origine vegetale.

Come dicevo negli ultimi anni il perfezionamento delle formule ha portato, ad esempio, ad usare candelilla e carnauba, due cere naturali che ricoprono le foglie di certe particolari piante. Il loro impiego nei prodotti protettivi per la pelle è ottimale, anche per la delicata pelle delle labbra.

Se controlliamo i prodotti che usiamo quotidianamente troviamo ingredienti che ormai sono abituali nella nostra considerazione di scelta e accettazione, per il modo in cui agiscono sulla nostra pelle: l’olio di cocco, il burro di karité, l’aloe vera o l’olio di mandorle, sono fra quelli che si possono dire immancabili tra gli ingredienti dei migliori prodotti bio.

Make- up bio Olio essenziale di aloe vera. Fresh slices of aloe with essential oil.

Pensiamo a quando possa essere gradito l’uso di fondotinta in polvere, meno “pesante” di quelli in crema, ma perfettamente uniformante una volta disteso sulla pelle.

Oppure alle matite-occhi che sono, grazie proprio alla loro composizione vegetale, ben tollerate anche da chi ha problemi con occhi particolarmente sensibili o da chi indossa lenti a contatto, senza dimenticare la lunga durata.

Le cere e gli olii che abbiamo citato in precedenza si ritrovano anche nella composizione di mascara che sostengono bene la struttura delle ciglia e che non le danneggiano, anche sovrapponendo più strati di applicazione.

Make-up application, mascara bio

In ultimo parliamo degli ombretti, ma non certo per importanza: l’uso di pigmenti minerali aggiunge brillantezza e lunga durata, senza contare la delicatezza di impatto sulla pelle e per gli occhi.

Quando me se sarà data la possibilità vi informerò riguardo a prodotti bio di particolare buona qualità.


Non ricevo nessun tipo di corresponsione, né omaggi dalla citazione dei prodotti di cui pubblico notizie. Ne riferisco il nome e le qualità solo dopo aver valutato la presentazione fatta dalle case produttrici e i commenti da parte di chi ne ha fatto uso.


CHANEL

Spring-Summer 2022 Haute Couture

Quando l’eleganza si allinea al trascorrere dei tempi senza mai tradire se stessa.

Con un ingresso a dir poco sorprendente Charlotte Casiraghi ha aperto la sfilata di Chanel, entrando in passerella in sella ad un cavallo. Comincia “al passo”, poi cambia andatura e manda il cavallo al trotto in mezzo alle file di spettatori seduti, quindi esce al galoppo in un crescendo di sorpresa che ha coinvolto tutti i presenti.

Ecco il link del filmato che raccoglie la sfilata dei modelli presentati in passerella

Un altro splendido successo per la direttrice creativa della maison, Virginie Viard

Baci pERUGINA

Il “Bacio Perugina” compie 100 anni

Baci pERUGINA

I “Baci Perugina” sono i cioccolatini che, almeno in Italia, possiedono più della loro consistenza di ottimi ingredienti: sono un messaggio, una proposta, un regalo sempre apprezzato.

Ma la storia dei “Baci Perugina” non è conosciuta a tutti. Sapete che, in origine, si chiamavano “cazzotto”? Pensate come sarebbe cambiato il destino di questo deliziosi cioccolatini, con quel nome. Certo, a San Valentino, sarebbe stato difficile dimostrare amore per chi li doveva ricevere.

Tutto comincia nel 1922 quando Luisa Spagnoli, la titolare, in tempi successivi, della famosa casa di moda, prende coscienza che nell’azienda “Perugina”, di proprietà di suo marito venivano sprecati ottimi  ingredienti. Infatti, alla “Perugina”, la granella di nocciola e il cioccolato che non venivano utilizzati, venivano buttati via. Fu così che Luisa Spagnoli che, evidentemente, aveva già intuizioni da valida imprenditrice, suggerì di creare, proprio con quegli scarti, un cioccolatino a forma di pugno chiuso, un cazzotto appunto. Il prodotto finito è decisamente buono, ma il suo compagno e socio Giovanni Buitoni trova da ridire. Non sulla qualità del prodotto, no, ma per il nome: non era bello che un cliente chiedesse a un negoziante  “Per favore, mi dà un cazzotto?”. Come dargli torto?

Il prodotto è dolce e racchiude bontà, così, pensa che ti ripensa, il “cazzotto” viene trasformato in “Bacio”. Lo staff di “Perugina” crea per i “Baci Perugina” un involucro argentato, si sceglie un’immagine illustrativa ispirata al dipinto “Il bacio” di Francesco Hayez. E poi la confezione del piccolo dolcetto contiene un “di più” che piace tanto quanto il cioccolato con le nocciole: il cartiglio. Il primo non brillava certo per romanticismo, ma piacque ugualmente al pubblico: sul biglietto era scritto “Meglio un bacio oggi che una gallina domani”.

Quel nome così romantico si presta bene anche per gli slogan pubblicitari: nel 1927 la pubblicità recita “In soli 5 anni la Perugina ha distribuito 100 milioni di Baci”.

I “Baci” hanno ormai superato i confini dell’Italia e dell’oceano e sono arrivati in America: nel 1939 nel negozio “Perugina” sulla Fifth Avenue di New York  il “Bacio” viene presentato al pubblico statunitense.

Negli anni a seguire furono aggiunte le stelle sull’incarto che, in seguito, subì anche altre varianti non solo riguardo all’abito, ma anche agli ingredienti. Conobbe così coperture di cioccolato fondente e anche bianco.

Arrivati ai nostri giorni la veste più recente è stata disegnata da Dolce & Gabbana, la coppia di stilisti che ben rappresenta l’Italia  nel mondo.

L’anno del centenario dei “Baci Perugina” porterà un’altra sorpresa al suo pubblico, una Limited Edition che verrà svelata proprio il giorno di San Valentino, il giorno in cui si celebra tutto il potere di dolcezza di un prodotto che pare ottenere solo gradimento senza fine.