Ricamo – Storia

STORIA

 Il ricamo ebbe dignità d’arte dai tempi remoti, mantenendo sempre uno stretto legame con l’evoluzione delle arti figurative.
L’ago è lo strumento essenziale, dai più antichi fatti di osso, di spina di pesce e poi di bronzo, fino agli attuali in acciaio. Con l’ago si compongono figure e disegni lineari, lavorando su fondi di stoffa, pelle, carta, cotone, lana, seta sia bianchi che colorati.
Essendo moltissimi i punti di ricamo (oltre 40, secondo le più aggiornate notizie raccolte) è ovvio che anche la varietà dei motivi sia grande.
Se l’ago è lo strumento per ricamare, il filo è il mezzo per realizzare il disegno, definendone contorni e riempiendo superfici.
I ricami più antichi,finora conosciuti, sono quelli egiziani. Stranamente, potremmo dire, in quanto è noto che gli Egiziani non amassero particolarmente l’abbellimento del ricamo, ritenendolo, come i tessuti policromi, lontani dal proprio gusto e più vicino a quello delle popolazioni da loro considerate barbare o proprie di certe divinità, quale la dea gatta Bastet. Ciò non toglie che gli egizi fossero abili ricamatori, come è attestato anche dagli scritti di Erodoto (III, 47), quando descrive un corsetto di lino con motivi di abbellimento intessuti ed altri ricamati con fili di cotone e fili d’oro. Gli Egiziani erano noti anche per le decorazioni applicate, soprattutto in cuoio e perline.
Il ricamo ebbe grande importanza presso altri popoli del Mediterraneo orientale. Descrizioni di preziosissimi ricami che ornavano, presso gli Ebrei, il Tabernacolo sono riportati nei testi religiosi (Esodo, XXVI, 36) e gli abiti del Sommo Sacerdote (Esodo, XXVIII, 39). Dalle particolareggiate descrizioni figurate sui monumenti pervenutici, sappiamo anche che i Babilonesi e gli Assiri erano abili ricamatori e Plinio ricorda stoffe ricamate chiamate proprio babilonesi (N.H., VIII,74; XXVIII,17,18).
A Roma erano ricercatissimi e molto pregiati i ricami babilonesi e quelli frigi, che erano usati anche per ornare le toghe dei consoli. L’influsso orientale dei ricami si ritrova anche su monumenti dell’età arcaica greca, dove si rappresentarono stoffe decorate con applicazioni a ricamo (come alcune Korai dell’Acropoli) o nelle vesti femminili cretesi.
Tra le lavorazioni della tarda antichità ci sono ritrovamenti avvenuti in Crimea, di ricami raffiguranti scene di caccia e animali. L’arte copta fu, invece, molto ricca di tessuti, ma povera di ricami e di varietà di punti, contrariamente al primo periodo islamico, in cui gli Arabi produssero una grande quantità di ricami.
A Bisanzio il ricamo raggiunse un alto grado di diffusione. Possiamo ammirare i ricami della veste dell’imperatrice Teodora, nel mosaico in S. Vitale di Ravenna.
L’arte bizantina era ancora apprezzata nel VIII – IX secolo (velo di Classe al Museo nazionale di Ravenna), ma intanto di andavano sviluppando varie scuole europee, come quella anglicana (applicata al celebre arazzo di Bayeux, oggi al Museo della regina Matilde), la scuola ungherese e quella tedesca (“opus theotonicum“, piviale di Battemberg), la scuola arabo-sicula capace di produzioni spettacolari, e altre ancora.
Con le Crociate vengono introdotte in Europa grandi quantità di ricami orientali, che ebbero un notevole influsso sugli artisti europei. I soggetti preferiti in quell’epoca erano di carattere religioso e cavalleresco, armi, trofei, stemmi e imprese eroiche. I ricami e gli ornamenti trovavano posto anche sulle gualdrappe e sulle bandiere.
A partire dal XIV secolo il ricamo, in Italia, ebbe grande importanza, tanto che, nel periodo rinascimentale, molti grandi artisti fornivano i disegni per i ricami, persino Leonardo da Vinci e Raffaello. I ricami divennero parte fondamentale sulle vesti degli uomini e delle donne, spesso arricchito da perle e pietre preziose o con le cosiddette margheritine, perline di vetro veneziano.
Nel tardo XVI e, soprattutto nel XVII secolo, il ricamo ebbe un arricchimento tale da poter essere giudicato sfarzoso. Sorsero importanti scuole nelle Fiandre, in Francia e in Spagna. Le cronache dell’epoca narrano dell’abito nuziale di Maria de’ Medici , che si arricchiva di 380 gemme e migliaia di perle.
Nel XVIII secolo, seguendo il gusto rococò, il ricamo assume un gusto decisamente più delicato e viene usato sugli abiti femminili, in quantità tali da raggiungere il sovraccarico, ma viene usato anche per decorare gli arredi.
Dall’inizio del XIX secolo il ricamo ha subito tutte le varie evoluzioni della moda, adeguandosi ai progressi della meccanizzazione e divenendo sempre più stilizzato.

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