SCUOLA DI CUCINA – Cuocere le uova

(Immagine: meteoweb.eu)

 

L’arte di cuocere un uovo perfetto è semplice, ma la tecnica per farlo alla perfezione è una parte essenziale del repertorio di ogni buon cuoco.

Su come scegliere e usare le uova vi rimando all’articolo già pubblicato che potrete trovare CLICCANDO QUI

UOVA BOLLITE

Alcuni cuochi le mettono a cuocere in acqua fredda, altri in acqua calda. Il metodo dell’acqua calda è migliore per un accurato calcolo del tempo di cottura. Usate sempre uova fresche e a temperatura ambiente (i gusci delle uova appena tolti dal frigorifero e immersi nell’acqua calda si potrebbero rompere più facilmente).

 

 

(Immagine: Ferruccio Zappa)

Al primo bollore mettete nella pentola le uova, calandole con delicatezza, magari aiutandosi con un cucchiaio. Aggiungere un pizzico di sale. Calcolate il tempo di cottura dal momento in cui l’acqua riprende il bollore.

 

 

Immagine: Gustissimo)

 

Uovo alla coque

Sobbollire delicatamente per 3-4 minuti. Toglierlo dall’acqua e, con un coltello, tagliatelo in cima.

Rimuovere la parte alta del guscio ed eventuali pezzetti caduti nell’uovo.

Il bianco deve risultare appena indurito, il rosso semiliquido.

Servire accompagnando con fette di pane leggermente tostate.

 

 

(Immagine: Vallesabbianews.it)

 

UOVO SODO

Sobbollire per 6 – 10 minuti.

Immergete subito in acqua fredda per evitare che il tuorlo diventi grigio.

Sgusciare delicatamente le uova.

 

 

 

Fonti – Testi: “La scuola di Cucina” – Istituto Culinario “Le Cordon Bleu” di Parigi

 

PARLIAMO DI … Galateo

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IL CUCCHIAIO

cucchiaio

Insieme al coltello, il cucchiaio è il primo suppellettile ad affermarsi nella cultura gastronomica e la sua forma riprende la conca della mano, probabilmente questo è il motivo della sua forma ovale. Il suo nome probabilmente ha origine latina da coclea, ossia chiocciola, il cui guscio veniva usato per la stessa funzione.

Nella storia ha cambiato molte volte forma, fino ad assomigliare ad una coppetta nel medioevo, nella ricerca del lusso dal ‘600 in poi in Europa compaiono diversi tipi di cucchiaio, come quello da the, da assenzio, da intingolo, da olive, da punch…

La più giovane forchetta e il vecchio cucchiaio, oltre ad essere rivali nella tavola, lo sono anche nel galateo, infatti non vanno mai utilizzati insieme soprattutto mangiando negli spaghetti.

Il cucchiaio va sempre posizionato alla destra del piatto, e deve essere messo subito in tavola se si prevede di servire minestre, zuppe e vellutate. Utilizzare correttamente il cucchiaio non è sempre cosa facile, infatti spesso si sconsiglia di servire piatti che lo necessitano per evitare imbarazzo nei nostri invitati. Per prima cosa ricordiamo che il cucchiaio non è una pala e non sta raccogliendo terra quindi non prendetelo con tutta la mano ma solo con tre dita e non riempitelo troppo ma fino alla metà, state molto attenti a tenere sotto controllo l’agitazione, il tremolio potrebbe essere letale. Ovviamente non ricorderò di evitare qualsiasi rumore mentre si sta gustando la zuppa e fate attenzione che non prenda l’iniziativa di alzarsi mentre portate il cucchiaio alla bocca.

La zuppa si raccoglie sempre partendo dal bordo del tavolo andando al centro. Se proprio la vellutata in questione è stupenda e non volete perdervi le ultime cucchiaiate potete inclinare leggermente il piatto all’esterno, mai all’interno.

 Una volta finito di consumare la minestra potete lasciare all’interno il cucchiaio, oppure se la padrona di casa è molto attenta troverete un piattino alla sinistra dove potete riporre il cucchiaio.

 In ultimo ricordate di non avere fretta durante il pasto e di lasciare freddare la zuppa nel piatto senza soffiare sul cucchiaio colmo, questo gesto risulta molto volgare. Per risolvere il problema potete raccogliere piccole quantità in superficie e attendere qualche istante prima di portarlo alla bocca.

(Fonte:  Accademia Italiana del Galateo  Immagine: viverepiùsani.it)