PARLIAMO DI … GALATEO DI NATALE

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Oggi voglio parlarvi di quelle poche, ma precise, regolette che potrebbero permettervi di superare brillantemente le Feste, quella di Natale in particolare.

Le riunioni con i parenti sono la croce e la delizia di queste giornate, lo sappiamo tutti. Cerchiamo di essere tolleranti e, soprattutto, di goderci queste riunioni con serenità, cercando di evitare le tensioni.

L‘invito è personale e l’ospite non dovrebbe presentarsi con persone non attese e non annunciate.

E’ bene presentarsi con un minimo di anticipo rispetto all’ora fissata per il pranzo, per rispetto ai padroni di casa e agli altri ospiti.

Ricordatevi che se siete ospiti è buona regola evitare di presentarsi a mani vuote. Una pianta, un gioco da tavolo per divertirsi dopo il pranzo o la cena, un centrotavola in tema natalizio, un cesto di prodotti dolci o salati, una bottiglia di liquore, possono essere dei pensieri graditi e opportuni, secondo il Galateo

Non portare mai fiori, vino (a meno che non vi venga espressamente richiesto), paste o dolci da consumare subito.

Il menù deve tenere conto delle esigenze di tutti gli ospiti, delle loro scelte alimentari e qualche piatto appositamente preparato per chi, eventualmente, avesse bisogno di seguire una dieta per motivi di salute.

Gli aperitivi devono essere serviti offrendo direttamente il bicchiere all’ospite, senza usare il vassoio, che potrà servire, invece, al momento di portare via i bicchieri usati. E’ buona norma preparare anche cocktail o bevande analcoliche.

Posto a tavola: spetta alla padrona di casa fissare i posti, cercando di non separare le coppie e non creare gruppi separati tra donne e uomini. Sarà la stessa padrona di casa a sedersi per prima, seguita dalle altre donne e, in ultimo, dagli uomini.

Conversazione: meglio evitare domande troppo personali, ma anche la politica o la religione. Evitare, insomma, tutti quegli argomenti che potrebbero provocare tensioni e litigi. Questo spetta tanto a chi invita quanto a chi sia invitato.

 

I regali, per tradizione, si scambiano alla fine della cena. La tavola deve essere sparecchiata, ma la tovaglia ed eventuali bevande da fine pasto possono essere lasciate. Sarebbe opportuno fare in modo che ogni invitato abbia un piccolo regalo. Non esagerate con l’importanza del regalo, per non mettere in imbarazzo i presenti. I regali importanti potranno essere scambiati in separata sede.

 

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IL COLTELLO

Posto d’eccezione a tavola è destinato al coltello che, come benissimo sappiamo tutti, è posto a destra del piatto e dopo di esso verso l’esterno si posiziona il cucchiaio. Ricordiamo che la lama va rivolta sempre verso l’interno e non verso l’esterno.

Il coltello rappresenta “l’utensile” più arcaico, infatti è utilizzato già in epoca primitiva e la sua evoluzione va di pari passo con l’affinamento delle arti di lavorazione del metallo.

I coltelli sono di varie tipologie ma sicuramente dobbiamo ricordare che per la frutta e per il pesce è necessario apparecchiare la tavola prevedendo i coltelli adatti. Non c’è bisogno di ricordare che per nessuna ragione è ammesso portare il coltello alla bocca e che deve essere tenuto con la mano destra senza che l’indice oltrepassi il manico e tocchi la lama. 

Non tutti gli alimenti vanno tagliati con il coltello, infatti il suo uso è concesso principalmente, se non esclusivamente, quando viene servita la carne. Non utilizzatelo mai per tagliare le uova, le verdure e le patate, massima attenzione al pesce e al formaggio, mai viene utilizzato il coltello semplice, ma in entrambi i casi si utilizza il proprio coltello. 

Un consiglio: se organizzate un buffet in piedi evitate di servire portate che necessitano l’uso del coltello, può essere scomodo e spiacevole per i vostri invitati. 

In ultimo, un’altra accortezza: è di per sé estremamente maleducato gesticolare, ancor di più se lo si fa a tavola, oltremodo se lo si fa con una posata tra la mani.

(Fonte:  Accademia Italiana del Galateo  Immagine: Made in Design)

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IL CUCCHIAIO

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Insieme al coltello, il cucchiaio è il primo suppellettile ad affermarsi nella cultura gastronomica e la sua forma riprende la conca della mano, probabilmente questo è il motivo della sua forma ovale. Il suo nome probabilmente ha origine latina da coclea, ossia chiocciola, il cui guscio veniva usato per la stessa funzione.

Nella storia ha cambiato molte volte forma, fino ad assomigliare ad una coppetta nel medioevo, nella ricerca del lusso dal ‘600 in poi in Europa compaiono diversi tipi di cucchiaio, come quello da the, da assenzio, da intingolo, da olive, da punch…

La più giovane forchetta e il vecchio cucchiaio, oltre ad essere rivali nella tavola, lo sono anche nel galateo, infatti non vanno mai utilizzati insieme soprattutto mangiando negli spaghetti.

Il cucchiaio va sempre posizionato alla destra del piatto, e deve essere messo subito in tavola se si prevede di servire minestre, zuppe e vellutate. Utilizzare correttamente il cucchiaio non è sempre cosa facile, infatti spesso si sconsiglia di servire piatti che lo necessitano per evitare imbarazzo nei nostri invitati. Per prima cosa ricordiamo che il cucchiaio non è una pala e non sta raccogliendo terra quindi non prendetelo con tutta la mano ma solo con tre dita e non riempitelo troppo ma fino alla metà, state molto attenti a tenere sotto controllo l’agitazione, il tremolio potrebbe essere letale. Ovviamente non ricorderò di evitare qualsiasi rumore mentre si sta gustando la zuppa e fate attenzione che non prenda l’iniziativa di alzarsi mentre portate il cucchiaio alla bocca.

La zuppa si raccoglie sempre partendo dal bordo del tavolo andando al centro. Se proprio la vellutata in questione è stupenda e non volete perdervi le ultime cucchiaiate potete inclinare leggermente il piatto all’esterno, mai all’interno.

 Una volta finito di consumare la minestra potete lasciare all’interno il cucchiaio, oppure se la padrona di casa è molto attenta troverete un piattino alla sinistra dove potete riporre il cucchiaio.

 In ultimo ricordate di non avere fretta durante il pasto e di lasciare freddare la zuppa nel piatto senza soffiare sul cucchiaio colmo, questo gesto risulta molto volgare. Per risolvere il problema potete raccogliere piccole quantità in superficie e attendere qualche istante prima di portarlo alla bocca.

(Fonte:  Accademia Italiana del Galateo  Immagine: viverepiùsani.it)

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LA FORCHETTA

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Nel galateo occidentale un posto d’eccezione è riservato alla vecchia e amata forchetta. La sua storia risale all’epoca romana, quando il pugnale per infilzare venne ingentilito e reso più comodo con l’inserimento di più denti o meglio rebbi.

La forchetta si afferma nelle eleganti corsi di Bisanzio nell’alto medievo. Al contrario di quando comunemente si pensa, la forchetta venne utilizzata principalmente da borghesi e mercati principalmente a Pisa, Firenze e Venezia, nelle corti aristocratiche l’etichetta in vigore imponeva ancora di raccogliere il cibo con tre dita e portarlo alla bocca. Anche in questo caso, come nel caffè, la chiesa bollo l’attrezzo come demoniaco, la storia vuole che intorno all’anno 1000 una principessa bizantina in sposa a un doge veneziano, utilizzò la forchetta a tavola facendo inferocire il clero che lo giudicò diabolico, femmineo e scandaloso. Solo nel cinquecento si affermò l’uso della forchetta e divenne di uso comune nel settecento, la sua fortuna è strettamente legata alla pasta e soprattutto agli spaghetti.

Le tipologie di forchette sono almeno una decina, il galateo spesso vi aiuta a distinguerle, in una tavola apparecchiata correttamente dovete sempre utilizzare per prime quelle all’esterno.

Entriamo nel vivo con alcuni consigli sull’uso della forchetta.

  • Innanzitutto ricordate sempre che la forchetta non è un attrezzo da giardino quindi utilizzala cortesemente.
  • La forchetta può essere tenuta sia con la mano sinistra, sia con la mano destra ma mai cambiare mano mentre state consumando lo stesso piatto.
  • Generalmente quando viene usata con la mano sinistra i rebbi vanno sempre rivolti verso il basso perché è utilizzata solamente per fermare qualcosa che stiamo tagliando, quando si utilizza con la mano destra i rebbi vanno in alto perché la forchetta, non essendo una fiocina, raccoglie ma non infilza.

In conclusione ricordo che mai i manici delle posate devono poggiare sul tavolo: se volete fare una piccola pausa incrociatele nel piatto.

Ricordate che la forchetta 

  • Va sempre a sinistra del piatto.
  • Punte rivolte verso l’alto.
  • Fondo del manico allineato al bordo del tavolo.

Le forchette hanno forme differenti a seconda della loro funzione. Vediamo quali sono le più diffuse.

    • forchetta da antipasto: con tre rebbi piatti e larghi per potere sia raccogliere sia infilare;
    • forchetta grande, a tre o quattro rebbi in genere incurvati per non ferire le labbra. Quelle da carne, tuttavia, possono avere i rebbi dritti, migliori per infilzare. La forchetta a quattro rebbi è un’invenzione italiana, ideale per raccogliere gli spaghetti; fuori dell’Italia sono più comuni le forchette con tre rebbi;
    • forchetta da pesce: con tre rebbi piatti e corti e quello centrale leggermente più piccolo;
    • forchetta da dessert: anche questa ha tre rebbi ed è un po’ più piccola di quella da antipasto; la si può usare anche i formaggi, la frutta e i cocktail di crostacei; a volte in queste forchette il rebbio interno è allargato e un po’ affilato, sì da agevolare il taglio di torte e crostate.
    • Deve essere posizionata:
      • Parallela al coltello da dessert.
      • Con la punta verso l’alto.
      • Manico a sinistra.

Accanto a queste forchette, ce ne sono altre che hanno un uso specifico:

    • forchetta-per-lumacheforchetta per lumache: piccola, a due rebbi incurvati e corti;
      forchetta per astice o aragosta
      : sottile e di forma piuttosto allungata, con due rebbi molto corti e ad angolo;     forchette-astice-e-aragosta
    • forchetta-da-ostricaforchetta per ostriche: piccola, a forma di cucchiaio terminante con quattro corti rebbi;
  • forchetta per fonduta: dal manico lungo con impugnatura termica e tre rebbi corti; i rebbi diventano due per la fondue bourguignonne o chinoise.forchetta-per-fonduta

 

(Fonte: Accademia Italiana del Galateo – Immagine dal web)