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JESUS CHRIST SUPERSTAR

Ted Neeley, un nome che crea subito emozione in quelli della mia età. Basta pronunciarlo e tornano immediatamente alla memoria la sua straordinaria voce e la sua capacità interpretativa.

Neeley ha portato sulla scena, nella sua carriera, tutti i ruoli più importanti di quei musical e film che hanno segnato la storia del cinema e del teatro degli ultimi 50 anni.

Ha cominciato con il ruolo di Claude Hooper nel musical originale di Broadway  “Hair“. Il suo impegno è durato per tre anni.

 Poi, sempre a  Broadway,  veste i panni di Gesù di Nazareth nell’Opera Rock, “Jesus Christ Superstardi Sir Andrew Lloyd Webber e Sir Tim Rice.

Senza soluzione di continuità, Neeley approda nel cast di un altro lavoro musicale che ha segnato un’epoca, quel  “Tommy“, la creatura degli Who, in cui interpreta il ruolo di Tommy Walker alla prima mondiale di Los Angeles.

Appena il tempo di terminare con quell’impegno che viene incaricato di tornare a vestire i panni di Gesù, proprio lì, a Los Angeles, all’Universal Amphitheatre costruito appositamente per ospitare la l produzione di “Superstar Under the Stars”.

Intanto un altro nome leggendario del cinema Norman Jewison, ha avuto l’idea di trasformare quell’opera rock in un film e mette sotto contratto Ted Neeley e Carl Anderson, che interpreterà la parte di Giuda. Si unisce  poi alla compagnia un’altra attrice/cantante dalla splendida voce: Yvonne Ellimann. Il film ha un successo planetario e diventa storia già alla prima apparizione nei cinema.

A più riprese, negli anni, Ted Neeley e i suoi amici hanno interpretato i  loro personaggi per lunghi periodi di recitazione, fino ad arrivare agli anni più recenti.

Nel 2014, dopo 41 anni dalla prima rappresentazione, “Jesus Christ Superstar”  approda in Italia, al Teatro Sistina di Roma. La rappresentazione ha un successo così travolgente che viene ripetuta in un tour nelle maggiori città italiane.

Nella tappa all’Arena di Verona si registrò il tutto esaurito: 12.000 posti i cui biglietti vennero venduti in pochissime ore e fu necessario aggiungere una seconda replica quella stessa notte.

Nel filmato che ho scelto è stata registrata una prova straordinaria di Ted Neeley, che tornava sul palco dopo un periodo di difficoltà: la sua voce gli aveva dato seri problemi e non si sapeva, a quel momento, se avesse potuto ancora cantare. Ma la forza del grande artista e la sua immensa professionalità hanno superarono ogni ostacolo e la gioia e la commozione dei compagni di lavoro, che lo ascoltavano dietro le quinte, è sintomatica della grande stima, quasi una venerazione,  che Ted Neeley riesce ancora a generare nella gente.

 

Io voglio soltanto dire, se esiste un modo,
allontana questo calice da me, poiché non voglio assaggiarne il veleno,
sentirne il bruciore; sono cambiato, non sono più sicuro come quando ho iniziato.
Allora ero ispirato, ora sono stanco e sfiduciato.
Ascolta, sicuramente ho superato tutte le aspettative,
ho tentato per tre anni che sembrano trenta.
Potresti chiedere altrettanto da qualsiasi altro uomo?
Ma se io muoio, se vado fino in fondo e faccio le cose che Tu mi chiedi, se lascio che mi colpiscano, mi feriscano, mi inchiodino al loro albero …
Voglio sapere, vorrei sapere, mio Dio,
voglio sapere, vorrei sapere, mio Dio,
voglio capire, vorrei capire, mio Dio,
voglio capire, vorrei capire, mio Dio,
perché devo morire.
Diventerei più noto di quanto non sia stato finora?
Le cose che ho detto e fatto avrebbero più valore?
Devo sapere, dovrei sapere,
mio Signore, devo sapere,
dovrei sapere, mio Signore,
se muoio quale sarà la mia ricompensa?

Devo capire, dovrei capire,
mio Signore, devo capire,
dovrei capire, mio Signore,
perché devo morire?
Potresti dimostrarmi adesso che non sarò ucciso invano?
Mostrami almeno un poco della tua mente onnipresente!
Dimostrami che c’è una ragione per cui tu vuoi
che io muoia: sei così preciso su dove e come,
ma non sul perché.
Va bene! Morirò! Guardami morire! Vedi come muoio!

Allora ero ispirato, adesso sono stanco e triste,
dopo tutto, ho tentato per tre anni;
sembrano quasi novanta…
Perché ho tanta paura di concludere ciò che ho cominciato… che Tu hai cominciato,
io non ho cominciato nulla.
Dio, la Tua volontà è dura, ma sei tu che dai le carte…
Berrò il Tuo calice di veleno, inchiodami alla Tua croce
e spezzami, insanguinami, percuotimi, uccidimi,
prendimi adesso…
prima che io cambi idea

Fabio Zanarini: ristorazione, orticoltura e … baseball

Ho conosciuto Fabio in occasione del World Baseball Classic giocato in primavera. Avevamo l’abitudine di collegarci allo stesso profilo Facebook per seguire le partite.

Il Bar del Baseballè il luogo dove si riuniscono gli appassionati italiani di questo sport e, proprio come in un vero bar fisico, si commentano le azioni di gioco.

Come capita spesso, per me Fabio era un appassionato di baseball, punto e basta. Ma con le occasioni che ogni partita ci regalava, piano piano l’appuntamento si faceva abitudine. Con gli orari della notte italiana e del giorno brasiliano abbiamo fatto un tour tra Seoul, Tokyo, Miami, Guadalajara, San Diego, Los Angeles. Inevitabile suggellare la nuova conoscenza con una richiesta di amicizia.

Inevitabile anche scoprire che Fabio non è solo appassionato di baseball: attraverso il suo sito (http://zanaro.com.br/), che parla brasiliano, ma che è facile da comprendere e, comunque, può essere reso fruibile con l’aiuto del traduttore automatico, apprendo molte altre notizie.

Da Bologna a San Paolo, in Brasile, dietro all’appassionato sportivo c’è un professionista creativo e cultore di attività che lui chiama “hobby”.

Scopro così che Fabio Zanarini (questo è il suo vero nome) lascia la professione di analista finanziario per seguire la sua vera passione, quella della cucina.

Già a questo punto gli assegnerei un 10 e lode per il coraggio.

E’ chiaro che parte con un bagaglio di grande fortuna: è italiano e, per di più, bolognese. Facile così! Ma Fabio non cerca scorciatoie: nel 2012 si trasferisce in Brasile e affronta la gavetta che lo porta a diventare Direttore Generale di un ristorante.

Studia un metodo di gestione che unisce le sue conoscenze in fatto di finanza con quelle di cucina, cercando la soluzione migliore per ottimizzare i consumi. Tiene corsi di cucina, sempre aggiornati per le esigenze di ciascuno, sia che i fruitori siano celiaci, vegetariani, vegani. Adotta e insegna tecniche di cottura nuove e alternative, sempre con attenzione alla limitazione degli sprechi, delle perdite e alla qualità della cucina. Non manca neppure la pubblicazione di guide (per la maggior parte gratuite) sulle tecniche di cucina di gestione economica, di coltivazione.

Si perché non vi ho detto qual è il suo hobby: la coltivazione di ortaggi (https://www.facebook.com/groups/2108029982756197/) da utilizzare, poi, in cucina. Una passione che va di pari passo con il suo lavoro e che riscuote un grande successo.

Insomma un vulcano di interessi questo Fabio Zanarini, da seguire fidandosi di lui per imparare sempre cose nuove.

Il mio consiglio è quello di avvicinarvi a lui, tramite il suo sito e le sue pagine Facebook. Intanto entra, a pieno titolo, tra gli amici di questo blog 😉

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